Il referendum sulle trivelle è una bufala, legittimo non andare a votare

Ambiente
Nella foto distribuita dall'ufficio stampa il 31 luglio 2014 la Rainbow Warrior, nave simbolo di Greenpeace, entrata in azione nel mar Adriatico presso la piattaforma petrolifera Rospo Mare B, di proprietà Edison ed Eni.
ANSA/UFFICIO STAMPA GREEN PEACE
+++NO SALES - EDITORIAL USE ONLY - NO ARCHIVE+++

L’astensione, come spiega Napolitano, è una scelta legittima come votare Sì o votare No. Nel merito la consultazione è inutile, l’Italia è già leader nella produzione di energia rinnovabile

Sul referendum abrogativo di domenica in materia di concessione per l’estrazione di idrocarburi, il cosiddetto referendum sulle trivelle, “ogni scelta e’ legittima. Chi vuole che il referendum passi deve votare Sì, chi vuole che il referendum non passi può scegliere tra votare No o non andare a votare. Come ha magistralmente spiegato Giorgio Napolitano oggi in una intervista a Repubblica, infatti se un referendum prevede il quorum la posizione di chi si astiene è costituzionalmente legittima al pari delle altre. Nel caso di un referendum con quorum sostenere le ragioni di chi non vuole andare a votare ha la stessa identica dignità di chi dice sì o no”.

Nel merito, che “non c’è nessun referendum sulle trivelle. Non c’è una sola trivella in discussione: solo la scelta se continuare a estrarre carbone e gas fino all’esaurimento del giacimento senza sprecare ciò che già stiamo utilizzando oppure fermarsi a metà alla scadenza della concessione. Il referendum voluto dai consigli regionali, non dai cittadini, non vieta nuovi impianti: rende solo impossibile continuare a sfruttare quelli che già ci sono, alla scadenza. La bufala è questa: dicono che si voti sulle rinnovabili, su un nuovo modello di sviluppo, sull’alternativa alle energie fossili. In realtà si chiudono impianti che funzionano, facendo perdere undicimila posti di lavoro e aumentando l’importazione di gas dai paesi arabi o dalla Russia”.

“Sulle energie rinnovabili l’Italia va forte, meglio di Uk, Francia e Germania. Ma le rinnovabili da sole non bastano, per il momento. Se chiudiamo le nostre piattaforme dovremo comprare più gas e petrolio dagli arabi o dai russi, sprecando le risorse già esistenti. A me sembra più saggio finire di estrarre ciò che già c’è, senza licenziare i lavoratori del settore e senza sprecare l’energia che abbiamo”. In conclusione, è “bene che ci sia informazione, dunque. Riconoscendo pieno diritto di espressione alle posizioni del Sì e a quelle del No o dell’astensione”.

Vedi anche

Altri articoli