Il Pse alla ricerca della ricetta antiausterity. Domani i leader a Roma

Europa
French President Francois Hollande (L) and Italian Prime Minister Matteo Renzi (R) during his visit at the Universal Exhibition 2015 (Expo Milano 2015 or World Exposition 2015) in Milan on June 21, 2015. ANSA/MASCOLO

L’incontro al Campidoglio fa seguito a quello dell’Eliseo di due mesi fa

Un modello economico condiviso e una gestione comune del fenomeno migratorio, entrambi all’insegna del principio della solidarietà. Saranno questi gli argomenti sui quali si confronteranno domani (in Campidoglio) i leader del Partito socialista europeo in una riunione promossa dal presidente del Consiglio italiano. Incassato il via libera di Bruxelles alla flessibilità, Matteo Renzi si prepara così a ospitare i rappresentanti del Pse per collocare alcuni importanti paletti sull’impianto di politica economica che dovrà cambiare la rotta del Vecchio Continente.

Ci saranno fra gli altri, oltre Renzi, François Hollande, Pedro Sanchez, Martin Schulz, Federica Mogherini, Gianni Pittella, Christian Kern.

La riunione proseguirà il confronto iniziato all’Eliseo due mesi fa e sarà un passaggio politico di grande rilievo. Si pone infatti all’interno di un’aspra battaglia che si consuma ormai da tempo e che vede contrapposti da una parte i socialisti europei, ispirati da politiche riformiste, e dall’altra i conservatori capeggiati da Angela Merkel e scortati dal fronte dei falchi.

Il punto di partenza su cui far convergere l’intero gruppo socialista potrebbe essere proprio il ‘Position Paper’, il documento dedicato al rafforzamento dell’Ue e delle sue politiche per la crescita, che Renzi e Padoan hanno presentato nelle settimane scorse a Bruxelles.

D’altra parte, l’impostazione del governo italiano ribadita più volte dal premier è ormai nota da tempo: senza maggiori investimenti e più flessibilità, è il ragionamento dell’esecutivo, il Vecchio continente rischia di accelerare il proprio declino politico e istituzionale. È chiaro che l’incontro di domani non potrà sancire un punto di arrivo definitivo per il cambio di passo delle politiche economiche di Bruxelles. Di certo, però, sarà una piattaforma importante per definire le nuove sfide del Pse. Lo stesso Matteo Renzi, durante la direzione Pd del 9 maggio, aveva messo in chiaro che “se si vuole fare qualcosa di serio come Pse, bisogna giocare la carta dell’economia innovativa, dell’immigrazione con una strategia di ampio respiro ma anche affermare che il tema chiave è l’identità culturale, l’educazione e il capitale umano”.

Su questi temi, dunque, domani si consolideranno i rapporti dei leader socialisti i quali, data la comune matrice di provenienza, proveranno a fare un ulteriore passo in avanti per rafforzare l’impianto politico che dovrà correggere la rotta del Vecchio continente.

La vera partita per il futuro dell’Unione, tuttavia, si giocherà al Consiglio europeo di fine giugno. È lì che il premier italiano ha intenzione di portare una proposta condivisa da tutti i socialisti per correggere l’agenda comunitaria.

È anche vero che in questo quadro un ruolo fondamentale spetterà alla coppia Renzi-Hollande, che dovrà incoraggiare la cancelliera tedesca Angela Merkel – paladina del rigore di stampo Ppe – a percorrere la strada di una politica economica più espansiva, facendole abbandonare (almeno per il momento) quella dell’austerità.

La partita è complessa e tutto ciò non potrà non riflettersi sui conti pubblici dei vari stati membri: se infatti il tragitto anti-austerity che il Pse sta tracciando non dovesse trovare sbocco nella politica economica dell’Ue, per l’Italia (e non solo) le cose potrebbero complicarsi in vista delle future manovre finanziarie.

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