Il primo discorso di Donald Trump da presidente eletto

Usa2016
epa05623461 Supporters of US Republican presidential candidate Donald Trump hold up a pro-Trump banner as they follow the development of the US election at The University of Sydney in Sydney, New South Wales, Australia, 09 November 2016. Americans vote on Election Day to choose the 45th President of the United States of America to serve from 2017 through 2020.  EPA/DEAN LEWINS AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

Ecco il discorso pronunciato oggi dal neo-eletto presidente Donald TRUMP, al quartier generale dei repubblicani al Midtown Hilton Hotel

“Sarò il presidente di tutti”: un Trump raggiante ha preso la parola nella “ball room” dell’Hotel Hilton di New York, quartier generale dei repubblicani, dopo la vittoria. “Ho appena ricevuto una telefonata da Hillary Clinton, vorrei farle le mie congratulazioni, ha combattuto con tutta se stessa. Ha lavorato sodo e le dobbiamo una grande gratitudine” ha affermato Trump rendendo nelle sue prime parole onore al suo avversario democratico”.

Un Trump magnanimo che cerca di riconciliare le divisioni. Il 45esimo presidente degli Stati Uniti si presenta insomma con nuove vesti: per il momento archivia gli attacchi più duri e tende la mano, come da tradizione, cercando l’unione con l’avversaria e con il Paese. Un discorso senza troppi fronzoli che insiste su pochi, ma fondamentali punti.

Trump ha promesso al Paese unità dopo la violenta campagna elettorale: “E’ giunto il momento di cicatrizzare le ferite, il popolo americano è uno solo e dobbiamo essere uniti. A tutti i repubblicani e democratici e indipendenti nel Paese, io dico è arrivato il momento di essere un popolo unito. Lo prometto a tutti i cittadini del Paese. Sarò il presidente di tutti gli americani e questo è estremamente importante per me”.

Affiancato dall’uomo che sarà il suo vice, il governatore dell’Indiana Mike Pence – che poco prima lo aveva introdotto parlando di “una notte storica” e ringraziando gli americani per la fiducia accordata – Trump ha fatto presente che la Clinton lo ha chiamato per ammettere la sconfitta. E dopo settimane e mesi in cui l’aveva chiamata ‘crooked Hillary’, la ‘corrotta’, e ‘nasty woman’, ‘donna cattiva’, ha avuto toni decisamente piu’ concilianti: “Hillary ha lavorato a lungo e duramente per tanto tempo. E ho nei suoi confronti un debito di gratitudine per il suo servizio al Paese. Lo penso davvero”.

“Il nostro Paese non sarà secondo a nessuno” e ha assicurato Trump, “ricostruiremo tutto”. “Ho trascorso tutta la mia vita nell’imprenditoria e ho cercato di potenziare nuovi progetti. Adesso lo farò per il mio Paese, che ha potenzialità incredibili, ogni americano avrà le sue chance e tutti quelli che sono stati dimenticati in passato non lo saranno più”, ha scandito. Trump ha promesso “un progetto nazionale di rinnovamento”, preannunciando che raccoglierà le menti “migliori e più brillanti”.

“Vi prometto che non vi deluderò, faremo un lavoro eccellente”. “Spero che alla fine dei 4 anni, e forse anche 8 anni, direte che veramente valeva la pena lavorare per questo e che sarete orgogliosi di ciò che abbiamo fatto. La campagna è terminata ma il nostro lavoro è appena all’inizio”.

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