Il “premio” omofobia va alla Lega. Il primo indagato è un consigliere regionale

Giustizia
Giovanni De Paoli della Lega Nord consigliere della regione Liguria. 01 luglio 2015 a Genova.
ANSA/LUCA ZENNARO

La decisione è storica, la Procura ha deciso di estendere l’applicazione delle legge Mancino

Un figlio gay? Lo brucerei nel forno queste le parole che avrebbe pronunciato il consigliere leghista della Liguria Giovanni De Paoli, che ha sempre sostenuto di non aver pronunciato la frase. Questa affermazione però gli è costato un avviso di garanzia, una decisione storica poiché è il primo indagato per omofobia. Nell’attesa che il Parlamento legiferi sull’argomento la Procura ha deciso di estendere l’applicazione delle legge Mancino, che prevede l’aggravante per le dichiarazioni razziste anche a quelle omofobe.

Questa decisione della Procura riapre il dibattito sulla legge contro l’omofobia, presentata da Ivan Scalfarotto e che dopo essere stata approvata alla Camera è ferma da 2 anni in Commissione Giustizia al Senato. Il testo presentato dal Sottosegretario prevede di estendere la legge Mancino alle discriminazione di genere con la reclusione fino a un anno e 6 mesi a chiunque “inciti o commetta atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, religioni o motivati dall’identità sessuale della vittima”. E da 6 mesi a 4 anni chi commette o provoca atti di violenza per gli stessi motivi.

Ancora una volta le Procure arrivano prima del Parlamento nei vuoti legislativi. A questo punto serve accelerare l’approvazione della legge prima che si moltiplichino i casi e che i giudici siano costretti a decidere in autonomia senza che ci sia una norma, creando così differenze da Procura a Procura.

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