Il popolo della Leopolda s’interroga: è finita la spinta propulsiva?

Leopolda 2015
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi sul palco della Leopolda 6. Firenze, 11 dicembre 2015. ANSA/ US PALAZZO CHIGI/ TIBERIO BARCHIELLI +++ NO SALES - EDITORIAL USE ONLY +++

La seconda giornata dedicata alle “storie”: il giudice Giovanni Corona sarà il candidato a Napoli? Delude il question time ai ministri, entusiasmo per il think tank

INVIATO A FIRENZE – La seconda giornata è quella che tradizionalmente restituisce il “clima” della Leopolda. E quest’anno i giudizi sulla sesta edizione della kermesse sono quanto mai altalenanti. Rispetto al 2014, piace il ritorno a uno spirito più combattivo, non narcotizzato dall’impegno di governo, come era successo l’anno scorso. Certo, ci sono quei video “vergognosamente di propaganda”, come li ha definiti lo stesso Renzi, ma non appesantiscono troppo lo svolgimento della manifestazione.

La decisione di tornare a dare più spazio agli interventi dal palco ha consentito agli organizzatori di far emergere alcune storie su temi simbolici, a partire da Sud e legalità. Su tutti, la giovane candidata a sindaco di Platì Annarita Leonardi e il magistrato Giovanni Corona. Quest’ultimo, impegnato sul fronte anti-camorra, non è solo una risposta indiretta a Saviano sull’importanza che il Pd e il governo danno alla lotta alla criminalità, ma anche un segnale in vista delle amministrative, dopo l’intervento di ieri sera di Giuseppe Sala e lo ‘scherzetto’ giocato a Roberto Giachetti: il nome del giudice partenopeo prende infatti sempre più quota come possibile candidato che il premier potrebbe mettere in campo per ricompattare il partito ed evitare primarie rischiose alle pendici del Vesuvio.

Non mancano però anche gli aspetti negativi che il popolo leopoldino non ha mancato di notare. Finora la kermesse ha vissuto un lungo periodo ‘espansivo’, con sempre più gente (e sempre diversa) ad affollare l’ex stazione. Certo, nei primi anni era un fenomeno più spontaneo, mentre nelle ultime edizioni i nuovi arrivati erano soprattutto dirigenti politici e parlamentari. Adesso, però, questa fase sembra essersi fermata: “L’età media si alza – spiega una leopoldina della prima ora – le facce sono un po’ sempre le stesse”. Mentre il question time ministeriale, troppo artificioso e palesemente costruito a tavolino, ha tolto spontaneità al confronto con i big che caratterizzava i tavoli di lavoro. È la fine della spinta propulsiva della Leopolda?

Forse è presto per dirlo. Anche perché i segnali positivi continuano ad arrivare e il think tank annunciato da Giuliano da Empoli è uno di questi. In ogni caso, Renzi non sembra avere alcuna intenzione di rinunciare alla sua creatura. Domani salirà sul palco per le conclusioni, che ancora una volta segneranno il dibattito politico italiano per un bel po’. E la Leopolda tornerà a essere quello che è da sei anni: un evento del quale, nel bene o nel male secondo i punti di vista, non è possibile prescindere.

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