Il piccolo Cocò usato dal nonno come scudo

Mafia
auto bruciata

Due arresti per il triplice omicidio di Cassano allo Ionio

Sono stati arrestati questa mattina dai carabinieri del Ros i presunti assassini del piccolo Cocò, il bambino di tre anni ucciso e bruciato nel 2014 a Cassano allo Jonio, in provincia di Cosenza, nel triplice omicidio, nel quale persero la vita anche il nonno Giuseppe Iannicelli, vero obiettivo dei killer, e la sua compagna. Un omicidio che aveva colpito l’opinione pubblica per l’efferatezza del crimine.

Ed è ancora più agghiacciante scoprire che Iannicelli, al quale era stato dato in custodia il piccolo Cocò dopo l’arresto dei genitori, sospettando di essere nel mirino del gruppo criminale della sibaritide, aveva deciso di usarlo come scudo sicuro che di fronte a un bambino di tre anni gli assassini avrebbero desistito dal commettere il crimine.

Secondo gli investigatori, si tratta di un omicidio di stampo tipicamente mafioso con dinamiche criminali insistenti in quel territorio ed è legato alla spartizione dei proventi del traffico della droga. Iannicelli sarebbe stato legato alla cosca che gestisce il traffico della droga nella zona dell’alto Jonio cosentino e sarebbe stato ucciso perché avrebbe tentato di assumere un ruolo autonomo negli affari.

Ai due indagati, Cosimo Donato e Faustino Campilongo, di 38 e 39 anni, è stata notificata l’ordinanza di custodia cautelare in carcere: i due, infatti, erano già stati arrestati nel dicembre scorso per tentata estorsione in concorso ai danni di un imprenditore.

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