Il piano per la banda ultralarga spiegato in 5 punti

Innovazione
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Parte il piano del governo per la connessione ultralarga, ma c’è chi già cerca di fare polemica. Ecco qualche numero per fare chiarezza

Quello della banda ultralarga è uno dei progetti a cui il governo tiene di più. Un piano “cruciale” per uno sguardo verso il futuro. Un piano che permetterà maggiori investimenti in Italia, offrendo più mezzi a imprenditori, ricercatori, consumatori, e soprattutto ai cittadini.

Il tema, ha sottolineato oggi Matteo Renzi durante la presentazione del progetto, è portare la banda larga ovunque: “Nessuna zona sarà senza copertura” ha assicurato, sottolineando l’importanza della riduzione del divario digitale, specialmente per il Sud.

Nonostante l’impegno chiaro del Governo c’è chi però teme di essere penalizzato, come il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, che proprio oggi in una nota ha ricordato come quella lombarda sia una realtà “virtuosa” che ha fatto parecchio per lo sviluppo della rete ultraveloce. Un’affermazione che però non è piaciuta al sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli. L’investimento del Governo non avvantaggerà alcune regioni a scapito di altre, ma anzi, come nel caso della Lombardia, andrà a coprire “il gap di chi, come Maroni, in questi anni ha investito poco nella rete e molto nella propaganda”.

Al di là delle polemiche, abbiamo provato a riassumere in 5 domande e 5 risposte tutti i numeri e le informazioni principali di cui si sta parlando in questi giorni:

Quali sono gli obiettivi del piano?
L’impegno del piano varato dal Governo è quello di coprire il 100 per cento del territorio nazionale a 30 Mbps, da qui al 2020. E almeno la metà del Paese a 50 Mbps.

Quanti italiani raggiungerà la rete pubblica?
Si parla di 7300 Comuni in tutto il territorio nazionale, per circa 13 milioni di cittadini. Un quarto del paese.

Quali sono i fondi previsti dal piano del governo?
Il piano prevede investimenti per 7 miliardi, 5 statali e 2 gestiti direttamente dalle regioni. Il Cipe ha sbloccato 2,2 miliardi dei 5 complessivi che il governo stanzierà da qui al 2020.

Qual è la copertura attuale della banda larga e della fibra ottica, cioè della banda ultralarga?
Il livello di copertura della banda larga, conosciuta anche come adsl, è nella media europee (97 per cento). Per quanto riguarda la fibra ottica l’Italia è indietro. Fino ad oggi il nostro Paese procedeva esclusivamente con i fondi della vecchia programmazione. In otto regioni stanno per partire o stanno già partendo i nuovi cantieri sempre con l’intervento diretto: per esempio in Sardegna la rete pubblica che interesserà 324 comuni per un totale di mezzo milione di cittadini sarà pronta nell’aprile 2017.

Quali sono i vantaggi della rete ultraveloce?
Per fare un esempio, per il download di un film ad altissima definizione, girato in 4k, pesante 160 Gb, avremmo impiegato 60 ore con un modem di vecchia generazione, mentre con la fibra a banda ultralarga a 30Mbit occorrerebbero meno di 20 minuti. Tuttavia l’alta velocità non porterà vantaggi solo al mondo dell’intrattenimento, ma anzi rivoluzionerà completamente il modo in cui utilizziamo ora la rete. Con la fibra sarà possibile accedere a servizi a distanza con una altissima qualità e in vari settori: dalla medicina all’istruzione, dalla ricerca al commercio. Come ha scritto il consigliere per l’Innovazione di Palazzo Chigi, Paolo Baberis, “la banda larga non è solo un’innovazione ma è un’innovazione che ne permette una miriade di altre”.

 

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