Il piano del governo per la sanità: in arrivo 4000 posti di lavoro

Dal giornale
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L’esecutivo prepara l’emendamento da inserire nella legge di Stabilità. Il sindacato: “Numeri ancora bassi”. Gelli (Pd): “Tutelati lavoro e servizi”

In arrivo 4.000 nuovi posti di lavoro nel servizio sanitario nazionale. Di questi, duemila saranno stabilizzazioni di precari, e altrettante nuove assunzioni. In sostanza, si sblocca il turn-over fermo ormai da tempo. lo si farà con un emendamento alla legge di Stabilità oggi alla Camera, che prevede anche uno stanziamento di 350 milioni di euro. Le risorse necessarie non incideranno quindi sui 111 miliardi previsti per il fondo sanitario nazionale.

La misura si rende necessaria per fare fronte all’entrata in vigore, da oggi , delle norme europee sui riposi e l’orario di lavoro di medici e infermieri. Scatta quindi l’abrogazione della normativa nazionale con la quale non si applicavano nella sanità alcune disposizione europee sull’orario di lavoro. Due le regole che entreranno in vigore: la durata media dell’orario di lavoro non potrà in ogni caso superare, per ogni periodo di 7 giorni, le 48 ore, comprese le ore di lavoro straordinario; inoltre, è previsto il diritto a 11 ore di riposo consecutivo ogni 24 ore. In caso di mancato rispetto delle nuove norme Ue, le Direzioni territoriali del lavoro potranno sanzionare economicamente chi ha disposto l’orario. In caso di violazione delle 48 ore medie settimanali si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 200 a 10.000 euro, mentre in caso di violazione delle 11 ore di riposo giornaliere la sanzione va da 100 a 3000 euro. Buone notizie, quiondi, per i medici che da anni aspettano una stabilizzazione. Secondo una recente rilevazione della Fp-Cgil Medici, su un totale di 108.115 medici del servizio sanitario nazionale (uomini 64.101, pari al 59,28%; donne 44.014, ovvero il 40,72%), i precari sono 7.399, di cui quasi il 60% donne (4.410). Secondo lo stesso sindacato per adeguarsi alle norme europee sugli orari di lavoro bisognerebbe assumere 5mila unità, un migliaio in più di quanto prevede l’emendamento del governo.

Quella sul numero di assunzioni non è l’unica polemica di questi giorni, che sono quelli decisivi per riuscire a inserire nella Stabilità le modifiche sperate. la Funzione pubblica punta il dito anche sui tempi di attuazione della norma. Secondo i segretari Rosanna Dettori (Cgil), e Giovanni Faverin (Cisl) con l’emendamento «Il governo prende in giro l’Ue, rinviando ancora, di tre mesi, il piano di assunzioni straordinarie – dichiarano – Il testo infatti, rimandando allo sblocco del turnover, da mettere a punto con una norma ad hoc, precisa che ciò avverrà solo a partire dal 25 febbraio». Ai sindacati poi non va giù che manchino le risorse nel fondo nazionale per il rinnovo del contratto. Durissima la presa di posizione dell’Anaao, sindacato dei medici dirigenti, che attacca sul fronte delle risorse del fondo nazionale e paventa un ulteriore impoverimento dei servizi a Sud. «Mi rendo conto che il sindacato deve fare legittimamente la sua parte – replica Federico Gelli, responsabile Sanità del Pd – ma faccio notare che in questa Stabilità entrano quattro voci importanti. L’assunzione di 4mila persone, il finanziamento della campagna vaccinazione, quello dei nuovi Lea (livelli essenziali di assistenza) e il fondo per i farmaci innovativi. Non è poco. Resta il tema del rinnovo dei contratti, che andrà inquadrato in quello di tutta la pubblica amministrazione».

Il testo della Stabilità ha iniziato ieri l’iter alla Camera, dove potrebbero arrivare novità di peso. Il governo al lavoro per contenere l’impatto del previsto taglio dell’Ires sul conto economico delle banche, visto che con la riduzione dell’aliquota di 3,5 punti si riduce anche la deducibilità fiscale dei crediti in sofferenza, con una ripercussione negativa sul patrimonio degli istituti di credito stimata sui 4-6 miliardi. Allo studio dei tecnici ancora diverse soluzioni, in origine pensate per essere introdotte nel decreto «salva-banche» e che a questo punto potrebbero invece essere inserite direttamente in Stabilità. Lo stesso decreto potrebbe entrare integralmente nella legge, come ha ipotizzato ieri il presidente della commissione Bilancio Francesco Boccia (Pd). L’altro capitolo lasciato in sospeso dal Senato riguarda il Mezzogiorno. «Il limite che vive il Sud, che genera anche corruzione, è che si decide anno per anno – ha osservato Boccia – Visto che il Mezzogiorno ha la fortuna di essere legato alla programmazione europea pluriennale, diventa naturale pensare alle misure sia sul lavoro che su investimenti e ricerca fino al 2020». In ogni caso Sud e sicurezza saranno i pilastri degli interventi sulla manovra che arriveranno nel passaggio a Montecitorio. Importante potrà essere anche il pacchetto istruzione, risorse permettendo. Contro il gioco d’azzardo si schiera Paola Binetti. «Non credo affatto che il pianto del settore per mancati ingressi sia giustificato – ha dichiarato la parlamentare – mentre è totalmente reale il dilagare del gioco nella comunicazione di massa e il moltiplicarsi dei punti gioco in tutte le loro forme».

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