Il Pd si ricompone, l’Europa resta spaccata. Oggi i verdetti decisivi

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epa04942188 ROTATED REPEAT of epa04942167 =  Migrants are reflected in a puddle as they are waiting for a permission to move towards the train station at a refugee camp near Gevgelija, The Former Yugoslav Republic of Macedonia, 21 September 2015. The main migration route across the Balkans - from Turkey, across Greece, Macedonia and Serbia - previously led to Hungary. But after Hungary sealed its borders, migrants began taking an alternative route to Western Europe via Croatia, the EU's newest member.  EPA/NAKE BATEV  EPA/NAKE BATEV ROTATED REPEAT

Attesa per la riunione del Consiglio straordinario Ue sulla crisi dei migranti. Mentre al Senato si chiude la partita degli emendamenti. Questi e gli altri appuntamenti della giornata

A Bruxelles si riunisce oggi il Consiglio straordinario dell’Ue, dopo che ieri il vertice dei ministri dell’interno ha dato il via libera a maggioranza al piano di redistribuzione di 120mila migranti provenienti da Italia e Grecia. Si è confermato contrario il blocco dei Paesi dell’Est, che ha però subito la defezione della Polonia, che ha votato a favore, mentre si è astenuta la Finlandia. Nella notte, la Casa Bianca ha reso noto il contenuto di una telefonata che si è svolta ieri tra Barack Obama e Angela Merkel, nella quale “i due leader – spiega la nota diffusa da Washington – hanno concordato sulla necessità di una soluzione di ampio respiro a livello europeo in cui tutti gli Stati membri Ue accettino un equa quota dei profughi”, prospettando anche un intervento diplomatico per facilitare “una transizione politica che possa unire la Siria”. Intervistata dal quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung, l’Alto rappresentante Ue per la politica estera e di difesa, Federica Mogherini, ha ribadito che le divisioni interne all’Europa “minano la credibilità dell’Unione europea di fronte al resto del mondo”. Basteranno queste pressioni politiche a far cambiare opinione all’Ungheria e agli altri Paesi dell’Est?

In Italia, invece, era fissato per questa mattina il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti alla riforma costituzionale. Tutti i giornali accreditano un accordo ormai raggiunto all’interno del Partito democratico, dopo la Direzione di lunedì scorso. La scrittura dell’emendamento condiviso per introdurre una forma di partecipazione dei cittadini alla scelta dei prossimi senatori, è stata rimandata a una riunione convocata per le prime ore di questa mattina. Rimangono due incognite. Che cosa farà Pietro Grasso? Il presidente del Senato è chiamato alla decisione se ammettere gli emendamenti su tutto l’articolo 2, favorendo così l’ostruzionismo delle opposizioni e facendo correre alla maggioranza il rischio di qualche scivolone sui voti, oppure blindare la parte approvata in doppia lettura conforme dalle due Camere e lasciare aperto solo il comma 5, modificato a Montecitorio. L’intesa politica ritrovata nel Pd sarebbe un’ulteriore spinta in quest’ultima direzione. E poi: cosa succederà adesso nel Pd? I rapporti tra la maggioranza e la minoranza interne sono destinati finalmente a rasserenarsi? Intervistato da Repubblica, oggi Gianni Cuperlo critica la scelta di Bersani di non aver partecipato alla riunione della Direzione. Su l’Unità, invece, invita tutti a stare “molto attenti a non giocare con lo sfascio del Pd”.

Prosegue il viaggio di Papa Francesco negli Usa (questo il programma). Nel volo che lo ha portato a Washington, il Pontefice – com’è ormai di consuetudine – ha risposto alle domande dei giornalisti. In particolare, i quotidiani riportano una battuta pronunciata da Bergoglio. Rispondendo a una domanda su chi lo giudica un Papa “comunista”, Francesco ha ricordato che la sua dottrina è tutta contenuta “nell’insegnamento sociale della Chiesa” e ha poi aggiunto: “Se è necessario che io reciti il Credo, sono disposto a farlo…”.

Sono ancora molto forti le ricadute dell’affaire Volkswagen, che occupano quasi tutti i titoli di apertura dei giornali italiani e non solo. Dopo aver investito ieri le Borse, il rischio è che la truffa di cui è accusata la casa automobilistica tedesca finisce per diventare un caso politico, investendo il governo di Angela Merkel (che possiede una golden share su Volkswagen ed è accusato di essere a conoscenza dei test “truccati” sui motori), ma anche gli altri produttori di auto. I controlli, infatti, saranno molto probabilmente estesi a tutti e – intervistato da Repubblica – il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti fa sapere che “se scopriremo che anche in Italia sono state vendute auto dotate di un software per ingannare i controlli sulle emissioni sarà inevitabile far scattare il blocco delle vendite”.

E chiudiamo con lo sport. Questa sera si completa il turno infrasettimanale della Serie A di calcio, dopo che ieri il Milan ha vinto a Udine per 2-3, rischiando la rimonta dei padroni di casa nel finale. La buona notizia per i rossoneri, oltre ai tre punti conquistati, è il ritorno al goal di Mario Balotelli. Ma i festeggiamenti sono soprattutto per il volley azzurro: la nazionale di Blengini, impegnata nella Coppa del Mondo, ha vinto la decima gara consecutiva battendo per 3 set a 1 i campioni iridati 2014 della Polonia. Un successo che vale ai nostri giocatori l’accesso diretto ai Giochi olimpici di Rio 2016.

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