Il Pd difende la legge dall’attacco di Bagnasco. Zanda: “Si basa su una visione laica”

Unioni civili
Il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, durante l'apertura dell'anno 2016 del Tribunale Ecclesiastico ligure, 13 febbraio 2016 a Genova.
ANSA/LUCA ZENNARO

Nuova bordata del presidente dei vescovi italiani contro la legge. Orfini: “Non toglie diritti a nessuno, semmai li aggiunge”

Il lavoro che manca, la povertà, le dipendenze come la ludopatia, le politiche per la famiglia ma non le unioni civili. Erano altri i temi secondo il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, i problemi del Paese e sui quali il Parlamento avrebbe dovuto legiferare subito. “Questi sono i problemi veri del Paese, cioè del popolo. Per questo non si comprende come così vasta enfasi ed energia sia stata profusa per cause che rispondono non tanto a esigenze, già per altro previste dall’ordinamento giuridico, ma a schemi ideologici”.

Eppure lo stesso Matteo Renzi nel giorno dell’approvazione della legge sulle unioni civili aveva scritto su Facebook: “Le leggi sono fatte per le persone, non per le ideologie”. Nessuna ideologia, secondo il Pd, ma una legge che doveva sanare una situazione di discriminazione che sussisteva ancora in Italia, unico Paese dell’Europa democratica a non aver legiferato su questo.

E a difendere la legge anche oggi, dopo le dichiarazioni del capo dei vescovi italiani, c’è tutto il Pd. Alle accuse di Bagnasco di aver varato una legge che è un colpo finale alla famiglia, il presidente Pd Matteo Orfini ha risposto: “Non penso che dovere della politica sia polemizzare con Bagnasco. Quello che pensiamo sull’argomento lo abbiamo dimostrato votando la legge. La legge sulle unioni civili non è contro la famiglia, ma distribuisce diritti senza toglierli a nessuno. Abbiamo fatto una scelta coraggiosa che viene dopo un dibattito estenuante. Non credo che questo sia in contraddizione con l’esigenza di fare politiche per le famiglie”.

Il cardinale, dall’assemblea della Cei, è tornato anche ad alludere a una possibile apertura, partendo proprio dalla legge, all’utero in affitto. Possibilità nuovamente esclusa dal capogruppo pd in Senato Luigi Zanda secondo il quale “l’utero in affitto è vietato dalla legge italiana e resterà vietato. Non c’è alcuna possibilità che il divieto cambi”. E sull’equiparazione al matrimonio l’esponente dem dichiara: “L’istituto delle Unioni civili è molto diverso dal matrimonio. Non c’è alcuna equiparazione. Così come chiede la nostra Costituzione, sono uguali i diritti delle persone, etero o omosessuali, che fanno parte della coppia”.

È la laicità al centro delle motivazioni che hanno portato alla legge sulle unioni civili, ha detto ancora Zanda, ribadendo il concetto espresso già da Renzi a Porta a Porta (“Io sono cattolico ma faccio politica da laico: ho giurato sulla Costituzione e non sul Vangelo”, aveva detto il premier a Vespa): “I vescovi – ha commentato Zanda – hanno il diritto e certamente il dovere di esprimere la propria opinione che io ascolto sempre con molta attenzione. Ma il Parlamento deve legiferare sulla base di una visione laica della vita e della società”.

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