Il “patto” emiliano per creare 120mila posti di lavoro

Lavoro
Stefano Bonaccini presidente della regione Emilia-Romagna durante la prima seduta della Giunta Regionale nella sede della Regione Emilia-Romagna, Bologna 29 dicembre 2014.ANSA/GIORGIO BENVENUTI

Un ‘patto per il lavoro’, un documento di 32 pagine firmato dalla Regione Emilia-Romagna con tutte le parti sociali per dimezzare la disoccupazione. Il presidente Bonaccini: “Vogliamo fare da traino alla ripresa del Paese”.

Dimezzare la disoccupazione in Emilia-Romagna, portandola dall’8,9% al 4,5%, mobilitando risorse per quasi 15 miliardi e tenendo alta l’attenzione sulla legalità. È questa la nuova scommessa del presidente di Regione, Stefano Bonaccini, che questa mattina ha siglato un documento con tutte le parti sociali: dai sindacati alle imprese, dalle amministrazioni locali alle banche passando per le università e per il Forum del Terzo Settore. “Vogliamo fare da traino alla ripresa del Paese“, ha sottolineato il presidente Bonaccini firmando l’accordo.

Un ‘patto per il lavoro’, un documento di 32 pagine che dopo soli sei mesi di amministrazione mette in campo un ambizioso progetto dimostrando come la priorità nell’azione di governo regionale sia proprio il lavoro: con quasi 15 miliardi di euro, l’obiettivo è quello di aumentare l’occupazione del territorio concedendo particolare attenzione alla legalità, trasformando di fatto l’Emilia Romagna nella “locomotiva d’Italia”.

“Ci siamo dati l’obiettivo – spiega Bonaccini – di dimezzare la disoccupazione da qui al 2020. Significa creare circa 120 mila nuovi posti di lavoro in Emilia-Romagna, attraverso investimenti pubblici e privati. Avevamo promesso di arrivare alla firma di questo accordo entro l’estate e abbiamo vinto la scommessa”.

Oltre ai fondi europei (1,6 miliardi), nel progetto vengono considerati gli 1,4 miliardi messi in campo per la tutela del territorio, i 6,8 destinati alla mobilità e i cinque relativi alle risorse arrivate per il terremoto.

Nel patto c’è anche una parte su appalti e lotta alla criminalità. “Vogliamo rendere impraticabile in questa regione la concorrenza sleale. Partiremo dall’esperienza positiva del terremoto, semplificandola”, dice l’assessore alla Legalità Massimo Mezzetti, che pensa anche ad una conferenza nazionale per ‘esportare’ le norme sugli appalti in altre regioni d’Italia.

I complimenti arrivano anche dal sindaco di Bologna, Virginio Merola, che in una nota ha ricordato come grazie al patto viene rafforzato l’obiettivo di creare “lavoro regolare in una cornice di legalità e trasparenza”.

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