Le nuove barriere di Austria e Macedonia, oggi vertice a Praga

Immigrazione
Migrants cross  the border between Hungary and Austria, Thursday, Sept. 10, 2015.  Austrian police say more than 3,000 migrants crossed into Austria overnight at Nickelsdorf, the main border point with Hungary. (ANSA/AP Photo/Ronald Zak)

Dopo il sì di Strasburgo al piano Juncker le ferrovie austriache annunciano la sospensione dei treni verso l’Ungheria e la Macedonia valuta la costruzione di una barriera con la Grecia. Oggi vertice tra i Paesi del centro Europa per trovare una soluzione comune alla crisi.

Ieri è arrivato il sì del Parlamento Ue al nuovo piano vincolante di ricollocazione dei richiedenti asilo proposto dalla Commissione. Strasburgo approva la risoluzione comune su migrazione e richiedenti asilo a larga maggioranza (432 sì, 142 no e 57 astensioni), dà il suo ok al meccanismo permanente di ridistribuzione di rifugiati e si impegna ad approvare le proposte Juncker con procedura di emergenza. La risoluzione, sottoscritta da PPE, S&D, Liberaldemocratici e Verdi ed appoggiata anche dai 5Stelle, valuta positivamente “il sistema dei punti di crisi (hotspot)” a sostegno di Italia, Grecia e Ungheria mentre esprime dubbi sulla proposta della Commissione volta a “rafforzare la disposizione sul ‘paese d’origine sicuro”. Nessuno sconto sullo spazio Schengen, “una delle più grandi conquiste dell’integrazione europea”. Una pesante censura, si legge nel testo della risoluzione, cade invece sui “leader di alcuni Stati membri” e sui “partiti di estrema destra” che sfruttano “l’attuale situazione per alimentare sentimenti anti-migratori”.

Gli eurodeputati chiedono che “sia fatto tutto il possibile” per evitare nuovi morti tra i migranti, sulle rotte di mare e di terra. Per questo nella sessione plenaria di oggi invitano anche l’alto rappresentante per la Politica estera dell’Unione europea, Federica Mogherini, a convocare una conferenza internazionale sulla crisi dei rifugiati, cui partecipino stati Ue, Nazioni unite, Stati Uniti e altri attori mondiali. L’obiettivo della conferenza sarà quello di trovare una strategia mondiale comune di aiuti umanitari.

Rimangono distanti, comunque, i punti di vista dei diversi Paesi coinvolti e oggi a Praga, proprio per trovare una soluzione comune, si riuniranno i ministri degli Esteri di Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovacchia (appartenenti al cosiddetto gruppo di Visegrad) con i colleghi di Germania e Lussemburgo. L’obiettivo, si legge in una nota del ministero degli Esteri ceco, è quello di “contribuire ad una migliore comprensione reciproca tra i Paesi membri dell’Unione Europea per la soluzione dell’attuale crisi migratoria”. Il vertice di oggi precede la riunione dei 28 ministri degli interni Ue, prevista per lunedì prossimo, convocata per discutere e approvare le proposte della Commissione europea.

In mattinata, a Montecitorio, la crisi dei migranti è stata al centro del dibattito in Aula, durante la discussione sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea per il 2015. “Il nostro Paese è stato dalla parte giusta fin dall’inizio” ha sottolineato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni durante il suo intervento.  “Sosteniamo il piano Juncker sull’immigrazione – ha aggiunto il titolare della Farnesina – e faremo la nostra parte per farlo approvare. È un risultato importante, che sancisce il principio di un impegno comune ed è riattivabile di fronte alle prevedibili crisi future”.

“I muri non reggono davanti alla potenza della storia” ha affermato invece il responsabile Esteri del Pd, Vincenzo Amendola, durante il suo intervento in Aula.

Tuttavia, nonostante i buoni propositi politici dell’Ue,  le ferrovie austriache annunciano la sospensione dei treni verso l’Ungheria “a causa del flusso massiccio di profughi” provenienti dal Paese magiaro. Ieri era stata la volta della Danimarca che aveva bloccato il traffico ferroviario con la Germania per impedire il passaggio ai migranti in marcia verso la Svezia, una decisione successivamente revocata. Inoltre, dopo l’Ungheria, anche la Macedonia adesso sta pensando di erigere una barriera che blocchi le migliaia di migranti in arrivo dalla Grecia e diretti verso l’Europa centrale come riferito dal ministro degli Esteri, Nikola Poposki, in un’intervista al settimanale ungherese Figyelo.

Nel frattempo, prosegue incessante il flusso di migranti e profughi attraverso il territorio dalla Serbia verso la frontiera ungherese. Nelle ultime 24 ore almeno 5 mila migranti a bordo di decine di autobus sono giunti al centro di accoglienza di Kanjiza, nel nord della Serbia, a pochi km dalla frontiera con l’Ungheria. Da lì a piedi tutti cercano di passare in Ungheria, nonostante la barriera metallica e di filo spinato che le autorità di Budapest stanno finendo di costruire. Si cerca in tutti i modi di entrare in Ungheria prima del 15 settembre, quando in quel Paese entreranno in vigore le nuove norme più severe, che prevedono pene detentive per chi passa illegalmente la frontiera. Sono decine di migliaia i migranti che attendono a sud alla frontiera tra Grecia e Macedonia e a quella tra Macedonia e Serbia.

 

 

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