Il Parlamento scozzese è pronto a bloccare la Brexit

Brexit
epa05390044 Scotland's First Minister Nicola Sturgeon (R) during an emergency cabinet meeting at Bute House in Edinburgh, Scotland, Britain, 25 June 2016. The government team gathered in Edinburgh to discuss the next steps they will take after Britain in a referendum on 23 June voted to leave the European Union.  EPA/JANE BARLOW  UK AND IRELAND OUT

Nel frattempo in Inghilterra la richiesta per un nuovo referendum sulla Brexit sfonda la soglia dei tre milioni di firme

Il Parlamento di Edimburgo potrebbe cercare tramite un voto dell’assemblea di bloccare la Brexit. Lo ipotizza la leader scozzese Nicola Sturgeon, senza però precisare su quali basi legali questo potrebbe avvenire.

“La mia sfida, ma anche la mia responsabilità come prima ministra – ha dichiarato alla Bbc – è cercare di negoziare per proteggere gli interessi della Scozia”.  Sturgeon ha sottolineato di considerare suo dovere “tentare di impedire di essere trascinati fuori dall’Ue contro il nostro volere” e ha sottolineato che “certamente” chiederà ai deputati (69 del suo partito sul totale di 129) di rifiutare di dare “il consenso legislativo” perché il governo di Londra proceda con l’uscita dall’Ue.

D’altra parte, gli elettori della Scozia nel referendum si sono pronunciati in gran maggioranza per la permanenza. Un voto che ha fatto sì che Sturgeon abbia annunciato come sul tavolo ci sia la legge per un eventuale secondo referendum per l’indipendenza, dopo che quello del 2014 decise contro l’autonomia.

Nel frattempo, in Inghilterra la richiesta per un nuovo referendum sulla Brexit ha sfondato la soglia dei tre milioni di firme e continua a raccogliere adesioni, diventando un grosso problema per il premier (dimissionario) David Cameron. La quota tre milioni è stata raggiunta oggi verso le 11.15 italiane, in una evidente corsa alla sottoscrizione scattata con la vittoria del Leave alla consultazione del 23 giugno.

Sul sito del Parlamento del Regno Unito è possibile accedere anche ad una mappa costantemente aggiornata che mostra la provenienza dei firmatari della petizione. Il grafico sembra il negativo di quello che mostra il risultato del referendum. Nei collegi elettorali dove il colore è più vicino al rosso si sta tra le 3 e le 6mila firme. Nei settori viola, tutti localizzati a Londra,  si va oltre il tetto delle 6mila firme anche se, ovviamente, il numero è molto più alto.

 

 

mappa voto

 

Tutto è nato qualche settimana fa da un attivista del Leave, William Oliver Healey, visto che in quel periodo il Remain era dato in testa ai sondaggi. Ironia della sorte, ora la petizione gli si è ritorta contro. Petizione che chiede di applicare una regola secondo cui se un referendum ha avuto un’affluenza inferiore al 75% e un risultato sotto il 60% di voti di approvazione, è possibile convocare una nuova consultazione sullo stesso quesito. La richiesta può essere firmata per sei mesi, ma le sottoscrizioni aumentano a tale ritmo che basterà molto meno per porre un concreto problema al governo.

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