Il Parlamento europeo sblocca i fondi per il terremoto. Ma Salvini non c’è

Europa
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L’europarlamentare e leader della Lega, evidentemente, aveva di meglio da fare che votare un provvedimento a favore delle popolazioni terremotate

L’anticipo di 30 milioni di euro di aiuti del Fondo di solidarietà dell’Unione europea (Fsue) annunciato ieri dalla Commissione per le zone colpite dal terremoto nel Centro Italia “arriverà grazie allo stimolo politico del Parlamento europeo e della sua risoluzione”.

L’europarlamentare del Pd Daniele Viotti rivendica il ruolo giocato dall’Eurocamera e dalla sua parte politica dopo l’approvazione di una risoluzione che chiede tra le altre cose di velocizzare la mobilitazione del Fsue e di escludere le spese per la ricostruzione dal calcolo del deficit previsto dal patto di Stabilità.

Un argomento che sarebbe dovuto essere a cuore di ogni italiano, e invece non è così. Matteo Salvini infatti oggi in aula non c’era. 

Il leader della Lega Nord “mentre votavamo – afferma Viotti – era a Mantova a distribuire volantini”. “Oggi, mentre al Parlamento europeo si votava sull’autorizzazione a sbloccare i fondi straordinari per il terremoto, Matteo Salvini era assente, ancora più grave considerando che è il leader di un partito, la Lega, che a parole si preoccupa di difendere gli interessi nazionali. Quando si tratta di difendere concretamente il Paese e gli italiani, lui non c’è mai. Vergogna”. Lo dichiara la responsabile Comunicazione del Pd, Alessia Rotta.

“Dov’era Matteo Salvini mentre il parlamento europeo votava la risoluzione per sbloccare i fondi UE per le zone terremotate?” Se lo chiede il vicepresidente del parlamento europeo David Sassoli. “E’ evidente- conclude l’eurodeputato Pd- che per il leader della Lega Nord la sofferenza degli italiani colpiti dal sisma e la ricostruzione non sono una priorità”.

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