Il Parlamento catalano: “Secessione”. E Rajoy annuncia il ricorso

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epa04925574 Thousands attend the gathering to support Catalonia's independence on occasion of the Diada Day (Catalonia's National Day) in Barcelona, Spain, 11 september 2015.  EPA/ALBERTO ESTEVEZ

Passa la risoluzione che apre la via dell’indipendenza dalla Spagna con 72 voti a favore e 63 contrari

Il primo passo verso la secessione dalla Spagna è avvenuta, il Parlamento catalano vota la risoluzione che dovrebbe permettere alla Catalogna di ottenere l’indipendenza entro 18 mesi. Artur Mas l’aveva promesso in campagna elettorale, quella che aveva consentito ai partiti indipendentisti Junts pel sìCup di ottenere la maggioranza assoluta dei seggi, ma non dei voti, nelle elezioni regionali del 27 settembre. Il leader di Junts pel sì aveva detto che quelle elezioni sarebbero state un referendum per l’indipendenza, e la vittoria del fronte indipendentista gli ha dato la conferma che il popolo catalano voleva l’indipendenza. Certo si potrebbe appuntare che il fronte indipendentista non ha preso il 50% dei voti, fermandosi a 47,8%, ma comunque la maggioranza nel Parlamento regionale ha continuato a perseguire l’obiettivo dell’indipendenza.

Quali saranno i passi successivi a questa risoluzione? L’obiettivo è quello di approvare una serie di leggi che servano a creare le strutture di un nuovo paese sovrano che nel giro di 18 mesi dovrebbero portare all’indipendenza dalla Spagna. Tutto questo naturalmente va contro alla Costituzione spagnola e anche dalle sentenze del Tribunale Costituzionale che nella mozione viene indicato in modo esplicito come “delegittimato e senza competenza” per via della sentenza del 2010 che bocciò una parte dello Statuto regionale già sottoposto a referendum.

Dure le reazione dei partiti politici, il premier Rajoy ha annunciato il ricorso al Tribunale Costituzionale che già nei prossimi giorni dovrebbe dichiarare nulla la risoluzione parlamentare. “Utilizzeremo tutta la forza della legge e della democrazia” sono state le prime parole del premier spagnolo. Per il leader del Psoe Pedro Sanchez: “La dichiarazione d’indipendenza della Catalogna è la più grande sfida per l’ordine costituzionale e mostra un grande disprezzo per la democrazia”. Contro la secessione anche Ciudadanos guidato dal catalano Alberto Rivera, mentre contraria alla secessione, ma favorevole ad un referendum la posizione di Podemos.

Tutto questo s’inserisce in una fase molto complicata per la Spagna, che tra poco più di un mese (il 20 dicembre) voterà per il rinnovo del Parlamento. I sondaggi al momento dicono che non ci sarà nessun vincitore con 3 partiti, il Ppe di Rajoy, il Psoe di Sanchez e Ciudadanos di Rivera distaccati di pochi punti, mentre Podemos è dato leggermente staccato. La questione catalana non dovrebbe, però, entrare nella campagna elettorale, infatti, i principali partiti stanno cercando di fare fronte comune contro questa decisione unilaterale da parte del Parlamento catalano.


					

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