Il Papa in Usa: tocca i cuori ma scuote il Congresso

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Lo storico viaggio del Papa in America. L’Europa e la Germania con lo scandalo Wolkswagen. L’italia e le questioni parlamentari. Le 5 notizie da non perdere

La prima volta del Papa

Un discorso importante, forte e ad ampio raggio quello di Papa Francesco per la prima volta al Congresso Usa. Il Pontefice è stato accolto in Aula da una vera e propria standing ovation ma non hanno fatto sconti. Bergoglio ha chiesto al Congresso Usa di “Abolire la pena di morte a livello globale”, “Fermare il commercio delle armi” e “Basta minacce a matrimonio e famiglia”. Questi alcuni passaggi cruciali del suo intervento. Tra i personaggi citati: Abramo Lincoln, Martin Luther King, Dorothy Day, Thomas Merton: quattro grandi americani per parlare al cuore degli americani. Immigrazione, clima, disgelo con Cuba e Iran, abolizione della pena di morte, stop al commercio di armi. Una prima volta che entra nella storia visto che Francesco è stato il primo Pontefice a parlare a Capitol Hill. Il Papa ha lasciato Washington per New York seconda tappa del suo viaggio negli Usa. Al momento non ci sono annunci su un cambiamento della politica sulla pena di morte. Cosi’ il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, ha commentato l’appello del papa per l’abolizione della pena capitale sottolineando però su come il presidente Obama sia rimasto colpito dalle parole del pontefice. Oggi Bergoglio a New York, ha un altro appuntamento con la grande politica internazionale: alle 9.20 locali (le 15.20 in Italia) sarà infatti al Palazzo di Vetro, sede del’Onu, per parlare all’apertura della 70/ma assemblea generale delle Nazioni Unite. Al termine del vertice, alle 11.30 (le 17.30 italiane), commemorerà le vittime del terrorismo a Ground Zero.

La bufera Wolkswagen investe l’Europa, test anche in Italia

Volkswagen ha manipolato i test sulle emissioni anche in Europa. Lo ha detto il Ministro dei Trasporti tedesco, Alexander Dobrindt. Ormai la casa tedesca affonda sempre di più nello scandalo e si moltiplicano le proteste e l’indignazione per la buonuscita milionaria dell’amministratore delegato di Volkswagen, Martin Winterkorn. In Italia il ministro Graziano Delrio ha comunicato che saranno effettuati test a campione su mille vetture: “In attesa che ci vengano comunicati i dati reali sulle auto coinvolte faremo dei controlli a campione su almeno mille macchine diesel di tutti i marchi. Il costo previsto è di otto milioni di euro”. Intanto l’ombra della frode si sta allungando anche su Bmw. E mentre si cerca di calcolare il danno della truffa in emissioni e  danni alla salute, a Volkswagen, oggi potrebbe essere il giorno del nuovo Ad: in pole position c’è Matthias Mueller, numero uno di Porsche.

Scatto finale per la riforma del Senato

Il voto finale sul ddl riforme a Palazzo Madama è fissato al 13 ottobre. Lo ha deciso la riunione dei capigruppo del Senato dopo che Grasso aveva proposto di fissare la votazione entro il 15 ottobre. Una capigruppo caratterizzata dalle scintille tra il Pd e il presidente del Senato Grasso che avrebbe detto: “Io non faccio il boia della Costituzione”. Un ulteriore attrito con la poltrona più alta di palazzo Madama che crea qualche preoccupazione tra i dem, in vista della decisione sull’ammissibilità o meno degli emendamenti all’articolo 2 della riforma. Intanto la Lega ha fatto sapere di aver ritirato 10 milioni di emendamenti. Roberto Calderoli ne aveva presentati 82 milioni per fare ostruzionismo su cui ministro delle Riforme Maria Elena Boschi durante la replica del governo in aula al Senato aveva dichiarato: “Noi crediamo nel valore del confronto politico non nell’applicazione di un algoritmo per produrre semplicemente emendamenti ostruzionistici”. Il clima, dunque, resta teso.

Fronte caldo per le unioni civili

Il clima parlamentare si è ulteriormente surriscaldato sulla mancata calendarizzazione delle unioni civili che  ha scatenato le proteste dell’opposizione. Dopo che Sel ha definito “vergognose certe interviste”, dove si vuole dare “la colpa ai nostri emendamenti al ddl costituzionale” per motivare la mancata calendarizzazione in aula del provvedimento sulle unioni di fatto, il Movimento cinque stelle ha sposato la battaglia attaccando il Pd. “Quello del M5S è ostruzionismo alla riforma, non altro-  ha risposto il capogruppo Pd al Senato Luigi Zanda – Il tema unioni civili è stato posto nella Capigruppo sempre dal Pd e appena sarà terminato l’esame delle riforme chiederò di riconvocare la Capigruppo per fissare la calendarizzazione del ddl in Aula”.

Consiglio dei Ministri

E’ previsto per oggi alle 11.00 a Palazzo Chigi il Consiglio dei Ministri.

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