Il nuovo inno M5S e gli altri trash da ricordare

Politica
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I Cinquestelle hanno presentato la colonna sonora della loro prossima kermesse. L’ultimo esempio del difficile rapporto tra note e inni dei partiti politici: ecco i video memorabili

Note e politica. Una tradizione lunga che in passato serviva per poter trasmettere degli ideali di partito ai militanti attraverso delle canzoni. Bisogna dire che l’operazione però non è semplice e che spesso testi, musica e arrangiamenti portano chi ascolta a farsi una sana risata.

La maggior parte degli inni appartiene a partiti di centro o di centrodestra. La sinistra italiana negli anni ha generalmente preferito utilizzare come basi musicali canzoni di artisti famosi che non erano state pensate per questo scopo, ad esempio la Canzone popolare di Fossati o Mi fido di te di Jovanotti – oppure storiche canzoni della sinistra mondiale, come l’Internazionale socialista.

L’ultimo della lista degli inni viene però dal “non partito” M5S che invece ha deciso di cimentarsi e ha lanciato “Lo facciamo solo noi!” scritta da Max Bugani e Andrea Tosatto, che hanno messo in rima una sorta di programma elettorale, che farà da colonna sonora al prossimo raduno di Imola.

Ed ecco allora che filano lisce le rime “salire sopra il tetto” e “pretendere rispetto” oppure “non fare compromessi” con “restar sempre noi stessi”. L’inno dovrebbe servire per incitare la presenza alla manifestazione nazionale grillina del 17 – 18 ottobre e raccomandano sul blog del comico Grillo il testo è “da imparare a memoria”. Infine il ritornello dell’inno si conclude: “per fortuna che qui prima o poi governiamo noi”.

Vi dedichiamo allora questa top five di inni che hanno segnato la cultura politica musicale degli ultimi hanno divenendo pietre miliari del genere.

Come non iniziare con “Meno male che Silvio c’è” che è stato di sicuro la fonte delle parodie più divertenti. Ricordiamo qualche verso: “Gente che ama la luce, che non prova invidia e odiare non sa. Siamo la gente della libertà”. E poi: “Presidente questo è per te. Menomale che Silvio c’è”.

Lanciato nell’aprile del 2006, a pochi giorni dalle elezioni politiche, suscitò grande ilarità su internet. La chicca è targata Udeur, Clemente Mastella all’epoca era riuscito a ritmo di rock ad animare blog e rete per i toni decisamente meno ingessati del brano: “Al centro di noi”. E potevi trovare qualcuno a canticchiare «Al centro del paese, nel cuore della gente, per ridare serenità. Si verrà, si verrà, presto vedrai, Udeur verrà… Udeur verrà…»

Passiamo a toni più trionfalistici con l’inno de La Destra in cui due voci, una femminile una maschile, cantano sul ritmo di una marcetta: “ogni popolo va fiero di servire una bandiera, siamo figli dell’Italia e serviamo il tricolore”. E poi: “La fiamma è il sole che splenderà, si si si”.

 

 

Più romantico, invece  “Io amo l’italia”. Musica e testo di Danilo Amerio per la campagna di discesa in campo di Magdi Cristiano Allam. “Noi che siamo nati sotto questo cielo azzurro cartolina … come un dipinto di Dio non siamo mai cambiati e crediamo nel miracolo davvero e anche io …”

 

Anche Alleanza nazionale si cimenta nell’impresa e canta “Libertà di creder nel domani, nel lavoro delle nostre mani, nella nostra Italia che vuol crescere, nella nostra buona volontà”. Testo e musica di Claudio Apone, 1995.

 

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