Il nostro scopo? Sostenere Renzi

Dal giornale
Chicco Testa a Palazzo Marino per Assemblea Annuale di Assoelettrica e convegno d'apertura del Festival dell'Energia. Milano, 28 maggio 2015.  ANSA/CLAUDIO FURLAN

Chicco Testa, uno dei duecento firmatari dell’appello a sostegno di Renzi, spiega cosa c’è all’origine dell’iniziativa

Da dove nasce l’ iniziativa dei piu’ di duecento firmatari che si sono comprati una pagina del Corriere della Sera per dire “Noi sosteniamo Renzi “ ? Posso rispondere per quel che mi riguarda , essendo uno di questi.

Dal passaparola. Da una mail ricevuta da un amico, una persona di cui mi fido, che mi ha chiesto di aderire e di versare 140 euro. Cosa che ho fatto con piacere. Pare anche che sia avanzato qualche cosa. Non ci è voluto molto tempo. Qualche settimana. Pomposamente la si potrebbe definire un’iniziativa di crowd funding. O più semplicemente, con parole più antiche, una sottoscrizione vecchio stampo. Solo che chi la ha promossa, ho fatto fatica a rintracciare qualche nome, non lo ha fatto per conto di un partito, di un sindacato o di una associazione. Né credo che ai firmatari piacerebbe essere definiti quali rappresentanti della cosiddetta “ società civile” . Espressione troppo logora ed abusata. E ormai succedanea e vicina di casa dei molti populismi anti tutto che infestano questo Paese. Un gruppo di scopo, forse si potrebbe dire. Con un obbiettivo molto preciso. Ricordare cosa il Governo Renzi ha già fatto e invitarlo a schiacciare la tavoletta dell’acceleratore. Niente stop e tantomeno arretramenti, ma proseguire nella direzione intrapresa.

Leggerla farebbe bene ai molti scettici blu, ce ne sono tanti anche a sinistra, che si dimenticano un minuto dopo averle magari richieste, delle cose già fatte. In campo economico, nell’ organizzazione degli apparati pubblici, nelle riforme istituzionali, nel campo dei diritti civili. Anche gli obbiettivi che vengono indicati appaiono in sintonia con le prossime azioni del Governo. Riduzione della pressione fiscale, tagli della spesa pubblica improduttiva, semplificazione burocratica e conseguente lotta alla corruzione, innovazione produttiva e regole fiscali che permettano di attirare investimenti dall’ estero. E soprattutto la consapevolezza del fatto che arrestare questo processo rappresenterebbe un danno enorme per l’ Italia.

Ch sono i firmatari? Ne conosco pochi, ma fra i loro indirizzi mail intravedo soprattutto il mondo delle professioni e delle imprese italiani. Professionisti, consulenti,imprenditori, manager. Prevalentemente del centro nord. Qualcuno storcerà il naso, ma è il mondo di chi si assume ogni giorno, insieme a tanti altri in ogni luogo di lavoro, la responsabilità di far camminare questo Paese. Un mondo che non vive né di rendite né di commistioni con la spesa pubblica. Cammina con le sue gambe e vorrebbe solo un’ Italia più ordinata e finalmente libera dai tanti “ lacci e lacciuoli” che da decenni la tengono imprigionata. E su cui prosperano, questo sì, le burocrazie e i corporativismi di ogni ordine e grado, che fanno resistenza ad ogni cambiamento. I firmatari chiedono fra l’altro, per non lasciare dubbi, una drastica riduzione dei sussidi alle imprese. Che si organizzino fuori da ogni struttura per farsi sentire, che si paghino un’inserzione sul Corriere e che non utilizzino lo spazio per lamentarsi, ma per incoraggiare il Primo Ministro non dovrebbe essere una notizia eclatante in un “Paese normale”. Ma evidentemente, visto lo stupore che ha sollevato, lo è. Un “bravi” a chi l’ha pensata.

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