Il “Murarogate” travolge il M5S. La base: “Ci avete tradito”

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Esplode la rabbia dei militanti e della base contro Virginia Raggi e l’amministrazione a Cinquestelle

Che la prova di maturità del M5S a Roma si stesse trasformando in un crash test è stato chiaro a tutti ieri, quando Virginia Raggi ha ammesso che sapeva dell’indagine sull’assessore Muraro. Eppure nulla aveva detto ai suoi cittadini seppur nel caso di Pizzarotti era stata tra le prime a sentenziare che quando si ha un avviso “bisogna renderlo noto” perchè “la trasparenza è importante”.

Insomma dopo l’addio ufficiale alla trasparenza, resta da capire se anche il Direttorio romano fosse a conoscenza della cosa e abbia deciso consapevolmente di non dire nulla trasformando lo slogan onestà-onestà-onestà nel suo opposto omertà-omertà-omertà. 

Così, anche anche chi ha deciso di sostenere la corsa dell’avvocatessa trentenne allo scranno più alto della Capitale, chi ha girato per le periferie romane spiegando che il vento del cambiamento era targato cinquestelle, chi ha per mesi difeso i ritardi, le incapacità  e le pantomime messe in scena, ora si trova davanti ad un bivio.

Punto di partenza è la delusione. I militanti e i sostenitori scelgono: alcuni il silenzio imbarazzato o il tiepido tentativo di giustificare tale comportamento. Del resto dopo essere passati sopra alle sbadataggini curriculari (studio Previti), agli incarichi politicamente vischiosi (con la società legata a Panzironi) e alle incapacità gestionali, anche omettere e mentire può essere perdonato.

Ma tanti, però, questa volta non digeriscono il boccone amaro e usano il web per far sentire la propria rabbia.  Per esempio Aldo scrive sul profilo pubblico del sindaco: “Hon-nes-tà! Hon-nes-tà!!! Dimissioni subito! Un avviso di garanzia = condanna certa. È questo che il M5S ci ha detto per anni. E adesso ve ne andate, e chiedendo scusa per il disturbo”. Fabrizio invece chiede: “Basta Campagna elettorale, vogliamo i fatti !!!! Com’è possibile che le persone da voi scelte se ne vanno e la colpa è sempre degli altri?”. Certo c’è anche chi la difende spiegando che “E’ colpa dei poteri forti” in cui le “tv e i giornali di regime” raccontano una falsa verità. C’è anche chi ci contatta telefonicamente per raccontarci il clima di queste ore: “Quello che è successo rappresenta una vera e propria crisi – ci spiega un militante romano – non solo per la città, ma a livello nazionale. Finora avevamo dato fiducia a questa gestione, anche cercando di essere comprensivi visto che la capitale è una macchina complicatissima. Però questo non ce lo aspettavamo. Molti si sentono traditi”.

Una cosa è certa sicuramente il codice di comportamento che il Sindaco ha firmato con il movimento che rappresenta non è stato rispettato. Ma ancora più grave è che l’impegno di trasparenza assunto con i cittadini romani sia stato violato.

 

 

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