Il movente, il killer e la dinamica della strage di Nizza

Terrorismo
Mohamed Lahouaiej Bouhlel. ANSA/

Tutti i fatti sulla strage che ha colpito nuovamente la Francia a pochi mesi dalle vittime di Parigi

La sera di giovedì 14 luglio un uomo alla guida di un camion ha causato la morte di 84 persone a Nizza, in Francia. Oltre 200 i feriti, diversi verano ancora in gravissime condizioni. Nelle 24 ore successive sono stati molti gli aggiornamenti. Man mano che sono arrivate le notizie è stato possibile ricostruire in maniera più precisa la dinamica dell’attentato, le persone coinvolte e l’identikit dell’attentatore. Abbiamo provato a mettere in ordine tutte le informazioni che si sono susseguite in queste ultime ore.

L’inizio della strage. Intorno alle 22.30 di giovedì 14 luglio un uomo alla guida di un camion ha iniziato una corsa folle lungo la Promenade des Anglais, il lungomare della città. In quel momento la passeggiata era piena di persone raccolte vicino alla spiaggia per vedere i fuochi d’artificio lanciati in occasione dell’anniversario della presa della Bastiglia. Il camion ha travolto quante più persone possibili, procedendo a zig zag finché non è stato fermato dai colpi di arma da fuoco della polizia.

Il bilancio delle vittime. Il procuratore Francois Molins ha dato oggi le cifre ufficiali dell’attacco. Le vittime della strage sono 84. Di queste, 10 erano bambini e adolescenti. I feriti, ha aggiunto, sono “202, trai quali, 52 gravissimi e 25 sono ancora in rianimazione”.

L’identikit dell’attentatore. L’uomo alla guida del mezzo si chiamava Mohamed Lahouaiej Bouhlel ed era di origini tunisine, anche se risiedeva in Francia da tempo. Sposato con figli, Bouhlel faceva l’autotrasportatore. A bordo del camion sono state trovate armi vere e false. Una pistola automatica calibro 7,65, caricatore, cartucce, una seconda pistola automatica finta, 2 repliche di fucili d’assalto, kalashnikov e M16 finti, una granata, un cellulare, diversi documenti, una patente, una carta bancaria. L’attentatore ha raggiunto in bici il camion parcheggiato e la bici è stata trovata sul veicolo.

Secondo il procuratore l’attentato di Nizza è stato condotto in “perfetto stile jihadista”. Tuttavia l’autore della strage, identificato anche grazie alle impronte digitali, “non era mai stato oggetto della minima segnalazione di radicalizzazione, né a livello nazionale né locale”. Bouhlel, ha aggiunto Molins, era “noto alle autorità francesi per minacce, violenze, furto. Il 24 marzo 2016 era stato condannato a per 6 mesi di carcere per violenza commessa a gennaio”.

Il movente. E’ la parte più oscura della vicenda. Non ci sono al momento rivendicazioni dell’attentato da parte dello stato islamico, anche se i media hanno associato quasi immediatamente l’attentatore al radicalismo religioso che ha già firmato gli altri attentati degli ultimi mesi a Parigi e a Bruxelles. Anche il procuratore a capo delle indagini ha ribadito che la dinamica dell’attentato “è in linea con le esortazioni lanciate dalle organizzazioni jihadiste all’attacco”. Il fratello dell’uomo ha però dichiarato oggi ai microfoni dell’emittente radiofonica tunisina “Jawhara Fm” che Mohamed “non ha mai pregato in vita sua” e che “ogni mese ci inviava denaro per costruire una casa a Msaken”, villaggio a circa 10 chilometri da Sousse, nota località balneare tunisina colpita un anno fa da un attacco terroristico costato al vita a 38 turisti stranieri.

>> Aggiornamento del 16 luglio. L’Isis ha rivendicato l’attentato di Nizza

 

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