Il mondo post-Trump: a Berlino l’ultimo vertice con Obama

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Incontro tra i Capi di Stato e di Governo di Germania, USA, Francia, Italia, Gran Bretagna e Spagna

Oggi a Berlino è appuntamento per l’ultimo vertice internazionale cui prenderà parte il presidente Usa, Barack Obama. Italia, Francia, Gran Bretagna, Spagna, oltre alla Germania: i Paesi più importanti della Ue tributeranno un applauso ad Obama che in una conferenza stampa con Angela Merkel ha fatto il bilancio della sua presidenza e rassicurato i Paesi Ue sulla fase di transizione.

Il vertice a sei ha preso il via alle 10.10 alla cancelleria, dove i leader mondiali discuteranno delle situazioni in Siria, Ucraina, delle relazioni con la Russia, del contrasto allo Stato islamico, della crisi dei migranti e del futuro delle relazioni transatlantiche a seguito dell’elezione di Donald Trump alla presidenza americana. Obama lascerà l’Europa in seguito nella giornata di oggi alla volta di Lima in Perù per un altro vertice quello con i Paesi dell’Apec, per discutere di cooperazione economica tra Asia e Pacifico. Rientrerà a Washington lunedì.

“Se non abbiamo una forte alleanza transatlantica lasceremo ai nostri figli un mondo peggiore”, ha avvertito Obama nella conferenza con Merkel. Resta l’amarezza perchè, come ha ammesso la cancelliera “non sarà possibile arrivare alla firma del Ttip”, l’accordo di libero scambio e investimento tra Stati Uniti ed Europa anche per l’opposizione al progetto annunciata da Donald Trump.

Ma il messaggio che lascia Obama è rivolto sia al suo successore, affinché non affronti con leggerezza i dossier sul tavolo, dalla Siria alla Russia, ma anche a Merkel, Hollande, Renzi, May e Rajoy perché devono continuare a dialogare con gli Usa e puntare sempre più sulla crescita. Renzi comunque non ha alcuna intenzione di seguire le orme di Juncker che ha subito criticato il cambio alla Casa Bianca.

Obama è sì a un gigante, una fonte di ispirazione che ha fatto battaglie sacrosante, ma la obiettivo è dare continuità al legame tra Roma e Washington. Per questo motivo Renzi qualche giorno fa si è sfilato da chi è sceso anche in piazza per protestare contro l’elezione di Trump.

Dunque nessuna intenzione di salire sul carro di “qualche leone da tastiera che ora attacca Obama, ma anche massimo rispetto per chi ha vinto alle urne. Obama è stato un grande presidente ma ora facciamo i conti con lui”, è il pensiero del premier che oggi oltre ad omaggiare chi lascia la Casa Bianca comincerà a rapportarsi con gli altri partner europei proprio per decidere come imbastire il dialogo con il nuovo presidente.

Ma il vertice si svolge anche all’indomani di una giornata difficile per i rapporti tra l’Italia e l’Ue. Ieri sera, nel giorno dell’ ennesimo naufragio, con 90 morti, al largo della Libia, il documento della presidenza slovacca di turno al Consiglio europeo a favore della cosiddetta solidarietà flessibile non ha ricevuto il consenso necessario.

L’Italia è già al lavoro su un nuovo documento. Ieri l’astensione dal voto sul bilancio 2017 dell’Ue. Senza accordi su crescita e migranti – avverte Renzi che oggi farà anche il punto su 1000 giorni di governo – nel futuro si potrebbe arrivare a un veto.

 

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