Il mondo alla rovescia di Trump: “guerra fredda” con il Regno Unito?

Mondo
trump-putin

Il candidato repubblicano apre un nuovo fronte con Londra, confermando di avere idee (?) sguaiate, estreme e, soprattutto, pericolose

Con Donald Trump ogni giorno ha la sua pena. Ancora non si è chiusa la polemica riguardante i suoi rapporti con le donne sollevata dal New York Times, e già il magnate apre un altro fronte. Un fronte inedito che rischia di mettere in discussione un’alleanza storica (potremmo dire l’alleanza mondiale per eccellenza), quella tra gli Stati Uniti e la Gran Bretagna. Già perché il candidato repubblicano alla Casa Bianca non si fa mancare niente. E le sue bislacche idee (?) sull’assetto geopolitico internazionale rischiano di rappresentare un pericolo vero per il mondo intero.

E quindi, mentre nei giorni scorsi si è scambiato una serie di messaggi d’affetto e simpatia con il presidente russo Vladimir Putin, oggi ha deciso di prendere di mira il premier britannico David Cameron, colpevole di aver manifestato più volte la sua freddezza nei confronti di una sua possibile elezione. “Le critiche di Cameron nei miei confronti potrebbero danneggiare le relazioni con Londra”, ha detto Trump. Il mondo capovolto, insomma. Alla faccia dei timori di un rigurgito di Guerra Fredda, tanto temuto negli anni della presidenza Obama. L’uomo con ciuffo biondo ha deciso: l’internazionale del populismo è il suo posto e lì dentro ci sta benissimo. Con buona pace delle storiche relazioni diplomatiche.

>>> Leggi anche – Obama contro Trump: l’ignoranza non è una virtù

Ma il fronte britannico non si limita alle schermaglie con il primo ministro conservatore. Al centro delle attenzioni del tycoon c’è anche (e non poteva essere altrimenti) il nuovo sindaco di Londra Sadiq Khan, musulmano moderato ed europeista, che ha stravinto le recenti elezioni cittadine. Ricorderete che alcune settimane fa Trump, spiegando il suo illuminato programma elettorale, s’era detto determinato a bandire l’ingresso dei musulmani in Usa se eletto presidente. “Se Trump vincerà, non potrò andare in Usa per la mia fede”, s’era lamentato Khan. Il candidato repubblicano Usa gli aveva risposto dicendosi “disponibile a fare una eccezione per lui”. E di nuovo Khan aveva replicato con un secco: “Trump ha una visione ingnorante dell’Islam”. L’ultima replica è, ancora, di Trump: “Khan non conosce le mie intenzioni. Penso siano state dichiarazioni maleducate e francamente gli dico che le ricorderò“.

Sempre restando in Terra d’Albione, non mancano però i rapporti privilegiati per Trump. Il primo in assoluto è quello con l’ex sindaco di Londra e acerrimo rivale di Cameron nel partito conservatore, Boris Johnson. Con lui condivide, oltre che il ciuffo biondo, anche le posizioni estreme e sguaiate. Avendo sentito la frase “l’Europa è come Hitler”, pronunciata proprio da Johnson, il magnate non dev’essere stato nella pelle. E ha fatto subito sapere che, manco a dirlo, è a favore della Brexit. “Se io sarò presidente l’eventuale uscita del Regno Unito dalla Ue non farà alcuna differenza nei rapporti commerciali bilaterali tra la Gran Bretagna e gli Stati Uniti. Certamente – aggiunge in polemica con Obama – non dovrete mettervi in fila”. Il mese scorso il presidente degli Stati Uniti Barack Obama a Londra aveva sostenuto che, in caso di Brexit, il Regno Unito si dovrà “mettere in fila” per gli accordi commerciali con gli Usa.

 

Vedi anche

Altri articoli