Il ministero del lavoro corregge i conti, ma il trend è comunque positivo

Jobs Act
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Il Ministero del lavoro corregge i dati diffusi ieri sul numero dei contratti.

“Gli errori nella tabella? Si tratta di un errore umano”. Così il ministro delle Politiche sociali e del Lavoro, Giuliano Poletti,  a margine della riunione con il ministro dell’Agricoltura sul caporalato. “I dati che abbiamo modificato – aggiuge – sono allineati a quelli che erano già stati rappresentati nei mesi precedenti e anche confermati dai dati dell’Inps. Quindi il dato sostanzialmente è che c’è una conferma di un incremento importantissimo dei contratti stabili e il crollo delle collaborazioni”.

Ha aggiustato il tiro il ministero del lavoro che aveva fatto i conti sui primi sette mesi di quest’anno e aveva calcolato  i numeri del Jobs act. Nel 2015 si sono registrati 327.758 contratti a tempo indeterminato in più e non 630.585 come comunicato in precedenza. La cifra somma il saldo fra attivazioni e cessazioni (+117.498) e stabilizzazioni (210.260).

”Purtroppo, un errore nei calcoli relativi alle diverse componenti ha prodotto valori non esatti”, era stata la spiegazione del dicastero, che ha pure diffuso la nuova tabella sui primi sette mesi del 2015. Numeri che illustrano comunque un trend positivo.

Infatti se nei primi sette mesi del 2014 i rapporti di lavoro a tempo indeterminato sono calati di 137 mila unità nel 2015 , nello stesso periodo, sono cresciute di 107 mila. L’effetto netto è un aumento di 250mila contratti a tempo indeterminato, anno su anno.  

“Quello che abbiamo sempre detto e che ribadiamo è che strutturalmente il costo del lavoro stabile deve essere più basso delle altre tipologie contrattuali” aveva detto il ministro Giuliano Poletti sottolineando che “il tema degli sgravi per le assunzioni è un tema posto” per la Legge di Stabilità.

Inoltre, aveva  sottolineato Poletti, “nella tabella corretta l’incremento delle attivazioni dei contratti a tempo indeterminato” sullo stesso periodo del 2014 “è del 39,3% anziché del 30,5%” diffuso martedì. Nei primi sette mesi del 2014, infatti, furono attivati 771.486 contratti a tempo indeterminato mentre nello stesso periodo del 2015 hanno superato il milione (esattamente 1.074.740). Il Ministero poi evidenzia come da questi dati si evinca “l’effetto positivo” degli sgravi per le assunzioni stabili.

 

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