Il Milan prende la via della Cina, Berlusconi pronto a cedere?

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Berluconi sembra essersi convinto, sempre più vicina la cessione della società a una cordata cinese. Tra i pretendenti anche Jack Ma, creatore del colosso dell’e-commerce Alibaba

Se ne parla da giorni, ma il momento sembra essere arrivato. Berlusconi sarebbe ormai pronto ad accettare la proposta di cessione del Milan a una cordata cinese. Da tempo l’ex Cavaliere cercava investitori, ma non era mai riuscito ad abbandonare la sua creatura più amata, che in alcuni momenti è stata anche la più redditizia.

Ancora non si conoscono i dettagli, e se ufficialità sarà, si avrà probabilmente a fine stagione, ma il Milan sembra aver preso ormai la via dell’Oriente. Secondo il Corriere dello Sport, l’accordo è già stato raggiunto, sulla base di 700 milioni di euro, e sarà ratificato tra venerdì e lunedì prossimi in uno studio legale di Roma.

Mettendo insieme tutte le fonti possibili, pare siano tre le cordate che si stanno contendendo la squadra rossonera: una guidata dal patron di Alibaba Jack Ma, il secondo uomo più ricco di Cina, l’altra guidata da Robin Li cofondatore di Baidu e sesto uomo più ricco di Cina. Altra cordata di cui si parla è quella guidata dal patron di Hutchison Whampoa Li Ka Shing, l’uomo più ricco di Honk Hong ventesimo nella classifica degli uomini più ricchi del mondo.

Tutti questi grandi nomi fanno ben sperare per un rilancio del Milan, che dopo 25 anni ai massimi livelli nelle ultime stagioni sta vivendo un declino a cui non era abituato, e le decisioni della società dimostrano la confusione che si sta vivendo dalle parti di Milanello. Le cifre di cui si parla sono più basse rispetto a quelle della trattativa con il broker thailandese Bee Taechaubol, infatti si parla di una cifra tra i 500 e i 700 milioni di euro a fronte di una valutazione che lo scorso anno si aggirava intorno al miliardo di euro.

Questo ingresso di grandi capitali sicuramente potranno rilanciare la squadra rossonera, ma potrebbero anche far ritornare in alto l’intero calcio italiano, che ormai da tempo è in sofferenza.

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