Il miglior 11 all time dell’Italia

Dream team
Roberto Baggio of Italy

L’Italia non parte tra le favorite a Euro 2016, ma nella storia del calcio spesso gli azzurri hanno saputo ribaltare i pronostici

Quando si parla di nazionale italiana di calcio è impossibile fare una formazione ideale, troppi i giocatori importanti che hanno vestito la maglia azzurra in periodi diversi della storia del calcio. Ci abbiamo provato, ma una considerazione preliminare va fatta. Abbiamo scelto di selezionare solo giocatori che hanno indossato la maglia della nazionale nel dopoguerra, senza considerare i giocatori che hanno vinto i Mondiali del 1934 e 1938 ad esempio.

Per schierare la formazione abbiamo scelto il 4-2-3-1, in modo da poter schierare i migliori talenti, a nostro parere, del calcio italiano.

Dreamteam2016_ITALIAIn porta la scelta è ricaduta su Gianluigi Buffon, uno dei migliori portieri di sempre e capitano della nazionale che affronta gli Europei di Francia. Detiene il record di presenze con la maglia azzurra ed è stato un dei principali protagonisti nella trionfale cavalcata nei Mondiali del 2006.

La linea difensiva a 4 a destra vede Tarcisio Burgnich, roccioso terzino destro della nazionale negli anni ’60 e ’70 e autore del secondo gol azzurro nei supplementari della semifinale mondiale del 1970, meglio conosciuta come partita del secolo. Oltre ad essere vicecampione mondiale il terzino friulano è anche stato campione europeo nella rassegna continentale che l’Italia ha giocato in casa . A sinistra Paolo Maldini, protagonista con la maglia azzurra per due decadi. Nella sua straordinaria carriera una sola macchia, non aver vinto trofei con la Nazionale. Ci è andato vicino nel mondiale del 1990 quando l’Italia è stata eliminata ai rigori dall’Argentina, nel mondiale del 1994 sconfitta in finale sempre ai rigori contro il Brasile e ad Euro 2000, sconfitta al golden gol nella finale contro la Francia.

Al centro della difesa due pilastri della difesa azzurra, che si sono scambiati il testimone nel 1998, Franco Baresi e Fabio Cannavaro. Due giocatori diversi, il primo tecnico e una guida perfetta per la difesa azzurra, il secondo marcatore formidabile e leader caratteriale. Due foto diverse di questi due formidabili giocatori, per Baresi il pianto dopo la finale persa ai rigori a Pasadena, per Cannavaro la gioia mentre da capitano alzava al cielo di Berlino la Coppa del Mondo dopo i rigori contro la Germania.

Nel centrocampo a due schieriamo i muscoli di Marco Tardelli, campione del mondo nel 1982, e autore del secondo gol nella finale mondiale contro la Germania con quell’urlo che lo rese celebre al mondo. La grinta e gli inserimenti senza palla le caratteristiche principali di un centrocampista completo. Al suo fianco la classe di Andrea Pirlo, forse il centrocampista più forte della storia del calcio, protagonista assoluto nella vittoria mondiale nel 2006. Un esteta del calcio, capace di fantastiche magie e di assist favolosi per i compagni, per informazioni chiedere alla difesa tedesca quando con un assist al bacio riuscì a servire Fabio Grosso tra una selva di gambe.

Come trequartisti alle spalle della punta abbiamo scelto Bruno Conti a destra, e non poteva essere altrimenti visto che il romanista è stato la più forte ala destra italiana (tra i primi cinque al mondo) nonché protagonista dell’Italia campione del mondo 1982. Trequartista centrale Gianni Rivera, primo italiano a conquistare il pallone d’oro. Giocatore dal talento sopraffino e dalla visione di gioco unica con la Nazionale italiana ha avuto un rapporto contrastante. Memorabile la staffetta con Sandro Mazzola durante i mondiali di Messico 1970, come memorabile è il gol del 4 a 3 siglato nella semifinale mondiale contro la Germania. Trequartista di sinistra, ma con licenza di affiancare la punta Roberto Baggio. Il divin codino è uno dei giocatori più amati della storia del calcio italiano. Classe sopraffina e una leadership gentile gli hanno consentito di entrare nel cuore dei tifosi. Il suo Mondiale è quello del 1994, quando trascinò gli azzurri a suon di gol alla finale, anche se l’ultima istantanea a Pasadina è l’immagine più brutta della carriera del campione vicentino (il rigore sulla traversa che consegnò la coppa al Brasile). Nel 1998 ci fu una levata di popolo per lui, la gente voleva che fosse titolare e non riserva di Alessandro Del Piero.

Per la punta la decisione è stata molto difficile, ma alla fine la scelta è ricaduta su Gigi Riva, per forza fisica e talento il miglior centravanti italiano. Con la Nazionale ha vinto l’Europeo del 1968, gli è mancato il Mondiale, ma sulla sua strada ha incontrato il Brasile di Pelè che ha strapazzato gli azzurri allo stadio Azteca.

 

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