Il mercatino di Piazza Navona e la non notizia del ritorno dei Tredicine

Roma
MERCATINI-NATALE-ROMA-2013-10

Cosa è cambiato rispetto allo scorso anno? Nulla. Le regole solo le stesse, il numero dei posteggi è diminuito, i vincitori sono gli stessi. Che quest’anno non hanno deciso di disertare la piazza

Riapre tra le polemiche il mercato per la Festa della Befana a Piazza Navona.

Già lo scorso anno il I Municipio, guidato da Sabrina Alfonsi, aveva provato a ridurre il numero degli stand, recependo un invito della Soprintendenza dei Beni Culturali. Per la prima volta dal 2002,  era stata avviata una gara a evidenza pubblica con l’assegnazione di 72 posti contro i precedenti 115. In più venivano fissate precise indicazioni per il tipo di merce da vendere, la dimensione dei banchi e la distanza dai marciapiedi, cercando quindi di porre fine a quello che ormai aveva preso le sembianze più di un suk che di un mercato natalizio per bambini. Nell’aula consiliare capitolina si cercò di annullare le decisioni del sindaco presentando una mozione, ma l’operazione non riuscì.

Fra i vincitori dello scorso anno figuravano i soliti noti: la famiglia Tredicine, detentori del monopolio dei camion bar nella capitale. I Tredicine decisero di disertare il mercatino per protestare contro il taglio degli stand, convincendo anche gli altri vincitori a fare lo stesso, inscenando un finto funerale in piazza e affiggendo per tutta la città manifesti di dissenso.

Il Comune, nonostante le minacce di morte che subirono alcuni assessori e la stessa Alfonsi, non cedettero e organizzarono, pur senza la presenza delle bancarelle, tante iniziative per bambini in piazza.

Quest’anno il problema sembra riproporsi.

Ancora una volta è stato indetto un bando della durata di 10 anni per l’assegnazione dei posteggi delle attività commerciali natalizie. Il “minisindaco” Sabrina Alfonsi fa sapere nel dettaglio le richieste ricevute: “Per il settore commerciale, 91 domande presentate per 28 postazioni, di cui 30 domande per 10 postazioni di vendita di giocattoli, 41 domande per 12 postazioni di vendita di dolciumi, 18 domande per 4 postazioni di vendita di alberi di natale, addobbi natalizi e presepi, 2 domande per 2 postazioni di vendita di libri per bambini. Per l’artigianato, 16 domande presentate su 20 postazioni, di cui 13 domande per 13 postazioni di vendita di alberi, addobbi e presepi e solo 3 domande per 7 postazioni di vendita di giocattoli. Per le attività varie, 24 domande complessivamente arrivate al Municipio su 7 postazioni, di cui 17 domande per 4 postazioni di vendita di palloncini e 7 domande per l’unica postazione da fotografo. Non ci sono state domande per le due postazioni disponibili per la vendita di zampognette. Due domande per l’unica postazione del Teatro dei Burattini”.

Guardando bene le graduatorie online, anche quest’anno tornano i nomi stra-conosciuti della famiglia “più influente” della città.

Questo basta a far gridare i giornali allo scandalo.

Il commissario del Pd romano, Matteo Orfini, in un lungo post su Facebook ha chiarito la posizione del Partito democratico sulla vicenda. Basta con la ”bufala della restaurazione” dopo la fine della giunta Marino, ha sottolineato Orfini. Il bando sul mercato della Befana a piazza Navona è una ”vicenda nata e gestita con Marino sindaco”, il Municipio I si è ”esposto in prima persona contro lobby e interessi” e chi parla di ”Pd servo delle lobby fa solo cattiva propaganda”.

Ma cosa è cambiato rispetto allo scorso anno? In realtà nulla. Le regole solo le stesse, il numero dei posteggi in ballo è addirittura diminuito, i vincitori sono gli stessi. L’unica differenza è che quest’anno non hanno deciso di disertare la piazza.

Perché vincono sempre i Tredicine? Il motivo è semplice, le direttive del bando (sia quest’anno che l’anno scorso) prevedono e favoriscono l’anzianità dei partecipanti. Infatti si assegnano 10 punti di base per l’anzianità di iscrizione alla Camera di Commercio e altri 10 per l’anzianità di postazione. Facile quindi capire perché a Piazza Navona occupano gli spazi sempre le solite persone.

“Sicuramente – fanno sapere Alfonsi e l’assessore al commercio del I Municipio, Jacopo Emiliani – possiamo affermare di non essere soddisfatti rispetto al risultato ottenuto sotto il profilo delle garanzie per la qualità della merce che potrà essere messa in vendita sui banchi” e, aggiungono, “faremo ovviamente tutte le verifiche amministrative del caso sull’esito del lavoro della Commissione, per essere certi che sia stato rispettato in pieno il principio di legalità”.

Insoddisfatti quindi, ma da qui a dire che con l’era Marino è finita anche il presidio della legalità a Roma, ce ne passa, no?

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