Il M5S a Milano e quell’aiutino alla corsa della destra

Amministrative
Stefano Parisi all'Incontro su Sicurezza e Periferie all'Hotel Concorde. Milano, 5 marzo 2016.  ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

In queste amministrative, l’asse Roma-Milano per il M5S e il centrodestra, appare essere un terreno ideale di dialogo e di calcolo elettorale

La candidatura di Patrizia Bedori a Milano non aveva mai suscitato entusiasmo nel M5S e soprattutto nel duo Grillo&Casaleggio. Eppure il suo addio sta acquistando sempre più significato, anche nelle strategie politiche ed elettorali, per la conquista della capitale economica del Paese.

Da una parte c’è il movimento che ora deve organizzarsi nuovamente. Forse puntando sul terzo candidato Gianluca Corrado, l’avvocato siciliano 39enne che era arrivato terzo a novembre, visto che il secondo classificato aveva già annunciato il ritiro, forse con una nuova votazione online, come alcuni attivisti stanno chiedendo. Ma i vertici grillini non sembrano essere dispiaciuti. Anzi, Milano era una piazza data per perdente e perciò sacrificare la propria candidata può apparire, molto probabilmente, un sacrificio più che sopportabile.

Dall’altra parte, a guadagnarci è sicuramente la destra e la candidatura di Stefano Parisi. Un profilo indicato da Silvio Berlusconi che accontenta anche gli altri due principali alleati di coalizione, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, e che potrebbe tentare di raccogliere consensi in quella parte dell’elettorato grillino delusa dalle vicende interne e che considera il Pd come principale avversario.

In effetti se si riflette, in queste amministrative, l’asse Roma-Milano per il M5S e il centrodestra, appare essere un terreno ideale di dialogo e di calcolo elettorale. Tant’è che non sono passate inosservate nella Capitale a sostegno di Virginia Raggi (la candidata che piace soprattutto alla destra) le parole di stima sia dell’ex Cavaliere sia di Salvini.

Intanto l’esponente Cinquestelle che non “buca lo schermo” e che non era considerata abbastanza forte per la corsa a Milano vuole parlare e togliersi “qualche sassolino dalla scarpa”. A dodici ore dall’annuncio ufficiale del suo ritiro la Bedori in un post Facebook è un fiume in piena e ha una parola per tutti. A partire da quelli che l’hanno chiamata “casalinga e disoccupata”, con toni offensivi. Per proseguire con alcuni esponenti del suo stesso movimento che l’hanno insultata prendendo di mira anche il suo aspetto fisico.

Eppure Patrizia Bedori nel suo discorso con gli attivisti aveva dato delle motivazioni del tutto personali per il ritiro. “Ho capito di non essere tagliata per fare questo”, aveva spiegato davanti agli stessi attivisti che le avevano chiesto di ripensarci. “C’è una tensione pazzesca da parte dei mass media che è difficile da reggere per un cittadino comune come me. Io soffro ogni volta che devo rilasciare un’intervista”.

Nell’ultimo post su Facebook l’esponente 5 Stelle nel suo discorso se la prende anche con Tonino Silvestri che le aveva dato della “brutta grassa e obesa” e a cui scrive: “Ti voglio regalare un minuto di notorietà, poi rientrerai nell’oblio”. A Serenella Fuksia, senatrice ex pentastellata, che le aveva dato della “nullafacente super cazzolara svogliata”, replica: “Sei famosa perché non mantieni la parola data ai tuoi elettori”.

Parole e sfoghi di una candidata che sembra essere stata più utile solo con la sua uscita di scena più che con la sua discesa in campo.

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