Procurarono le armi per la strage di Nizza: fermate tre persone

Terrorismo
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Sono sette le persone interrogate finora. Cala il numero degli italiani dispersi

Mohamed Lahouaiej Bouhlel, l’uomo che si è lanciato contro la folla a bordo di un tir a Nizza, aveva effettuato un sopralluogo sulla Promenade des Anglais nei due giorni precedenti alla strage del 14 luglio. Il killer è infatti stato ripreso sia il 12 che il 13 luglio da alcune telecamere di videosorveglianza mentre si trovava sul lungomare di Nizza alla guida del camion, noleggiato lunedì scorso, per un sopralluogo prima del massacro.

Ma continuano anche gli interrogatori da parte della polizia francese che indaga sulla vicenda: oggi un uomo e una donna sono stati fermati, mentre ieri erano stati sentiti l’ex moglie dell’attentatore (poi rilasciata) e altre quattro persone vicine a lui. Anche le ultime due persone ascoltate dalla polizia sono state rintracciate grazie al ritrovamento, all’interno del tir, del cellulare di Bouhlel. La coppia fermata avrebbe aiutato l’autore della strage sul lungomare a procurarsi la pistola calibro 7,65 trovata nel camion. Bouhlel però non era entrato in contatto diretto con loro, ma era riuscito ad avere la pistola da un intermediario, uno degli altri quattro fermati, presunto destinatario dell’sms inviato dal tunisino 18 minuti prima di dare il via al massacro per chiedere più armi.

Nella ricostruzione della vicenda anche le dichiarazioni dell’agente che ha ucciso il killer: “Ho sparato per neutralizzarlo, ho sparato fino a che non si muovesse più”, si legge nella testimonianza riportata nei verbali della polizia. Il poliziotto si trovava insieme ad altri tre colleghi sulla Promenade des Anglais, dopo che dalla centrale, verso le 22.45, è arrivata la chiamata. Gli agenti poco dopo sono riusciti a raggiungere il mezzo pesante che nel frattempo aveva già percorso due chilometri di strada e si sono resi conto che un uomo stava cercando di intervenire per fermare Bouhlel. Poco dopo la sparatoria tra la polizia e l’attentatore: a quel punto un quarto agente ha aperto il fuoco nascosto dietro a una palma e ha continuato a sparare “fino a che non si muovesse più”, mentre gli altri hanno sparato altri 27 colpi.

Nel frattempo scende il numero degli italiani dispersi che ieri era di circa 20 persone: alcuni italiani sono infatti stati rintracciati, tre sono ricoverati in condizioni gravi. Il riconoscimento delle vittime, di tutte le vittime, invece, prosegue lentamente: al momento sono 35 le persone identificate, delle 84 che hanno perso la vita a Nizza, anche se la procura non ha dato informazioni sulle nazionalità.

Le identificazioni delle salme si basano su esami e test, come quello del Dna; una procedura lenta, ma molto precisa, necessaria soprattutto perché molti corpi sono irriconoscibili visivamente.

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