Il governo a Quindici per “promuovere la cittadinanza della legalità”

Mafia
maglificio quindici

Il viceministro Bubbico nel comune avellinese insieme alla responsabile Enti locali del Pd Valentina Paris

Una villa sequestrata alla Camorra e trasformata in un maglificio: un’iniziativa di Libera per far rinascere un luogo che apparteneva alla criminalità organizzata e che ora può diventare il centro del rilancio di un intero territorio e della lotta alla mafia, attraverso il lavoro e la legalità.

Potrebbe essere stata proprio la paura di perdere il potere il movente del gesto intimidatorio commesso la scorsa notte a Quindici, nel Vallo di Lauro, in provincia di Avellino: secondo i primi rilievi di polizia e carabinieri il cancello della villa bunker confiscata al clan camorristico dei Graziano e destinata a ospitare il “Maglificio100Quindici Passi”, gestito da Libera, è stato colpito ieri notte da dei colpi di fucile, fortunatamente senza fare danni.

“Non ce la faranno a intimidire una comunità e i ragazzi impegnati in questa cooperativa” commenta con Unità.tv il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico in viaggio verso Quindici per seguire da vicino la vicenda insieme alla deputata avellinese del Pd Valentina Paris, responsabile Enti locali del partito che parla di “un episodio inquietante” che però non riuscirà a “intralciare un percorso di legalità che dura da anni e che sta per restituire alla comunità quello che le era stato sottratto con la violenza”.

“Noi – osserva il viceministro – abbiamo la volontà di affermare la presenza dello Stato, di garantire l’ordine e la sicurezza pubblica e di impegnare ogni risorsa per sconfiggere la criminalità organizzata e tutte le mafie che costituiscono il pericolo maggiore per il Mezzogiorno oltre che per il resto del Paese”.

Il gesto è stato commesso alla vigilia dell’inaugurazione della maglieria artigianale da parte di don Luigi Ciotti: il presidente dall’associazione antimafia sarà infatti lì domani pomeriggio insieme al prefetto di Avellino Carlo Sessa per l’apertura ufficiale del laboratorio. Il progetto di Libera è stato realizzato insieme al Comune di Quindici, Libera, Diocesi di Nola, Energia Sociale e sostenuto da Banca Etica: a lavorare nel maglificio saranno sette persone selezionate attraverso un avviso pubblico e assunte per realizzare maglieria tecnica per le forze dell’ordine.

Un progetto che va difeso e tutelato attraverso “l’azione quotidiana di contrasto da parte delle forze di polizia e il lavoro della magistratura”, ma anche, sottolinea Bubbico, “attraverso la promozione di una ‘cittadinanza della legalità’. Non chiediamo che i cittadini del Mezzogiorno diventino eroi, chiediamo che esigano il rispetto dei loro diritti”. “Abbiamo creduto sin da subito che creare opportunità di lavoro e sviluppo in quel luogo fosse la risposta giusta – aggiunge Paris – e non ci fermeremo. Il percorso di restituzione alla comunità del bene confiscato andrà avanti”.

Foto dal sito Orticalab

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