Il giorno di Giachetti. Chi è il candidato al Campidoglio

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Bettini: “Non mi occupo di Roma”. Zingaretti assicura il suo appoggio: “Può vincere”

Roberto Giachetti inizia una nuova e impegnativa avventura, scende in campo come candidato Pd per la corsa per il Campidoglio e oggi ha ufficializzato la sua decisione nel primo pomeriggio diffonderà un videomessaggio.

Il vicepresidente della Camera dei deputati è riconosciuto in maniera trasversale (anche dagli altri partiti) anche per la capacità di direzione dell’Aula e la conoscenza dei meccanismi parlamentari. Di lui si conoscono le lotte portate avanti con passione, a volte scandite dai digiuni: l’ultimo è durato 123 giorni e aveva l’obiettivo di cancellare il Porcellum, ma ci sono i precedenti del 2002 con Marco Pannella per sollecitare il Parlamento a ripristinare il plenum della Corte Costituzionale e quello del 2004 per la calendarizzazione del ddl Frattini sul conflitto di interessi.

Cinquantacinque anni, romano, divorziato, papà di due figli, Giachetti inizia il suo percorso politico tra i Radicali. Tuttora ha in tasca la tessera dei Radicali Italiani, ed è da quella scuola che ha acquisito un tipico “stile” fatto di caparbietà, coerenza, gusto per gli aspetti tecnici e formali della battaglia politica.

Ha alle spalle anni di esperienza amministrativa a fianco di Francesco Rutelli, prima come capo della sua Segreteria, poi come capo Gabinetto.

E’ stato uno dei fondatori della Margherita ed è stato eletto per la prima volta deputato nel 2001. Giachetti ha il profilo più adatto per l’impresa secondo Matteo Renzi. Tanto che all’ultima Leopolda  Giachetti fu accolto sul palco di Firenze con le immagini del Campidoglio sullo sfondo.  L’uomo giusto, insomma: quello che potrebbe sostenere meglio il confronto con i Cinquestelle che sulla partita di Roma scommettono moltissimo. Una candidatura dunque che è potenzialmente trasversale, in grado cioè di parlare oltre i confini di un Pd – quello di Roma – sicuramente in sofferenza per la lunghissima storia di lotte interne.

Intanto Goffredo Bettini sulle colonne de l’Unità pubblica una lettera in cui spiega che sulle scelte politiche attuali è “d’obbligo un mio totale silenzio. Perché ci sono altri protagonisti che hanno il potere reale di scegliere e intervenire”.

Secondo informazioni di cui il nostro sito aveva dato conto, Bettini e Nicola Zingaretti avrebbe pensato a una candidatura di Roberto Morassut. Ma Bettini spiega che “a Roma deve concludersi la fase che dietro di me ci si nasconde per crearsi alibi e manovrare sempre di sponda. Nel merito, nessuno mi ha chiesto opinioni, né tantomeno fatto pressioni. Per altro per eliminare un candidato che allo stato attuale non c’è, in favore di un altro candidato, ugualmente assente? È lontanissimo, comunque, dalla mia volontà (cioè, non ne ho proprio voglia!) dare opinioni sulle persone e contribuire alla confusione. – e conclude  – per il resto, su Roma sosterrò le indicazioni, se emergeranno, del segretario nazionale”.

Il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti assicura il suo sostegno a Giachetti: “Come ha detto Renzi, è un candidato credibile che può vincere. E questo è il più importante obiettivo in una situazione molto difficile”.

 

 

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