Il giorno del lutto nazionale e dei funerali ad Ascoli. Il vescovo: “Ho chiesto a Dio ‘che si fa?'”

Terremoto
A woman embraces the coffin of a victim before the mass funeral in Ascoli Piceno, Marche region, Italy, 27 August 2016 for some of the victims of the earthquake that devastated central Italy on 24 August,. Italian president Sergio Mattrella and Italian premier Matteo Renzi will attend the mass. The Civil Protection Department said on 26 August 2016 that the latest provisional death toll from the earthquake in central Italy is 278, but officials said 15 people were still missing in Amatrice.  ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Oggi giornata di lutto nazionale per le vittime del terremoto del centro italia

Trentacinque bare allineate di fronte all’altare nella palestra comunale di Monticelli ad Ascoli. Nella cerimonia per i funerali solenni delle vittime marchigiane del sisma del 24 agosto si mescolano disperazione, sconforto, ma anche solidarietà e speranza.

I familiari delle vittime da stamani si sono raccolti  davanti alle bare. Hanno accarezzato le casse che accolgono i feretri dei loro cari per un ultimo saluto. Pianti e lacrime hanno fatto da sottofondo agli abbracci per darsi conforto.

Commozione soprattutto vicino ai due unici feretri bianchi, quelli che custodiscono i corpicini delle due bambine uccise dalla violenza del sisma: Giulia e Marisol, 9 anni e 18 mesi. Sulla bara di Giulia, la piccola che ha fatto da scudo alla sorellina Giorgia, salva e ora ricoverata in ospedale, un agnellino di peluche, mentre su quella di Marisol un orsetto.

“‘E adesso, Signore, che si fa?’ Quante volte, nel silenzio agitato delle mie notti di veglia e d’attesa, ho diretto a Dio la stessa domanda che mi sono sentito ripetere da voi in questi giorni”. Ha detto nell’omelia ai funerali il vescovo D’Ercole.”A nome mio, nel nome di questa nostra gente tradita dal ballo distruttore della terra: ‘e adesso che si fa?’ mi sono rivolto a Dio Padre, suscitato dall’angoscia, dall’avvilimento di esseri umani derubati dell’ultima loro speranza”.

“Siamo in un tempo di guerre. Anche il terremoto è una guerra, perchè la natura non ci perdona e noi dobbiamo difenderci, ecco perché è saggio dialogare con la natura e non provocarla indebitamente. – ha aggiunto il vescovo – Il terremoto è come l’aratro, che è violento, rompe la terra, ma la prepara a un nuovo raccolto. La nostra difficile fede ci indica come riprendere il cammino. La solidarietà ci fa tenere i piedi ben saldi per terra e ci insegna ad abbracciare tutti”.

“Non abbiate paura di gridare la vostra sofferenza, ma non perdete coraggio. Insieme ricostruiremo le nostre case e chiese, insieme ridaremo vita alle nostre comunità, a partire proprio dalle nostre tradizioni e dalle macerie della morte”. Poi ricorda Giorgia e Giulia le due sorelline: “Solo Giorgia è sopravvissuta. Morte e vita erano abbracciate”.

Commozione anche tra le autorità

Per questa giornata è stata proclamata una giornata di lutto nazionale con l’esposizione di bandiere a mezz’asta sugli edifici pubblici dell’intero territorio italiano. Per i funerali solenni delle vittime marchigiane del terremoto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato dopo aver visitato Amatrice e Accumoli. Nella palestra comunale anche il premier Matteo Renzi con la moglie Agnese, il presidente del Senato Pietro Grasso, della Camera Laura Boldrini, e il vice presidente del Parlamento europeo, David Sassoli. Evidente la commozione del presidente delle Marche Luca Ceriscioli. Mattarella, Renzi e i presidenti di Camera e Senato alla fine della cerimonia hanno abbracciato i congiunti di quanti hanno perso la vita sotto le macerie. 

“L’idea dei bambini mi distrugge. Mi dispiace tanto, tantissimo”, ha detto Agnese Renzi, rivolgendosi commossa a una donna della protezione civile al termine dei funerali. La moglie del premier è scoppiata in lacrime, durante i funerali e poi incontrando i parenti delle vittime e ascoltando i loro racconti.

”Ditemi cosa è meglio per voi: non possiamo decidere tutto noi da Roma”, ha detto il premier Matteo Renzi parlando con alcuni terremotati al termine dei funerali delle vittime ad Ascoli Piceno. ”Dovete essere voi a dirci se volete rimanere nei vostri territori, cosa è importante per voi”. A Pescara del Tronto, ha aggiunto, ”penso sarà impossibile ricostruire, ci sono stato, è tutto distrutto”, ma su Arquata invece ”possiamo lavorare”.

Il bilancio delle vittime

Il bilancio delle vittime del Sisma in Centro Italia è di 291 morti230 morti ad Amatrice, 11 ad Accumoli e 50 ad Arquata del Tronto. Sono circa 2.500 le persone rimaste senza casa. Le persone estratte vive dalle macerie sono 238. Nelle Marche non ci sono più dispersi.

La visita di Mattarella

Il presidente della repubblica Sergio Mattarella è arrivato questa mattina in elicottero ad Amatrice per visitare il paese distrutto, il centro operativo dei soccorsi e per incontrare gli operatori e le persone ospitate nella tendopoli. Ad accoglierlo il sindaco della città, Sergio Pirozzi, e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.  Mattarella ha scambiato alcune parole con gli operatori della Croce Rossa piemontese complimentandosi per il loro lavoro: “Vi ringrazio per quello che fate”, ha detto il presidente. Successivamente, Mattarella è andato ad Accumoli e poi recarsi ad Ascoli Piceno per i funerali solenni delle vittime del terremoto del Comune di Arquata del Tronto.

Nelle tendopoli Mattarella ha incontrato i bambini e gli sfollati. E lì ha assicurato la ricostruzione subito. “Lo speriamo perché ce lo ricorderemo – raccontano le persone che da tre giorni vivono sotto i tendoni-, non vogliamo fare la fine dell’Aquila dove sono ancora al punto di partenza. Amatrice non sarà più come prima ma vogliamo ricominciare, dalle parole si passi ai fatti”. Mentre si incamminava per riprendere l’elicotero e andare ad Accumoli, nell’altra tendopoli, il presidente ha abbracciato una donna anziana, cercando di rincuorarla.

Gli sfollati

Molte famiglie colpite dai lutti sono ospitate nel campo allestito ai piedi di Pescara del Tronto. In questi giorni sono rimaste quasi sempre nelle tende, rinchiudendosi nel loro dolore. Per gli sfollati è intanto trascorsa una nuova notte di quella che sta diventando una tragica normalità.

In molti sono continuati ad affluire nel nuovo campo allestito ai piedi del centro di Arquata del Tronto. Anche nelle altre strutture di emergenza, da Accumoli ad Amatrice, si completano gli ultimi servizi e le aree di accoglienza stanno funzionando a pieno. Qualcuno continua a essere preoccupato dal rischio sciacalli ma nell’area tra Accumoli e Arquata non sono stati registrati episodi, come ribadiscono i carabinieri.

I soccorritori

Sconfortati anche i soccorritori per una grande frana che lambisce la salaria a Pescara del Tronto. La corsia in direzione Roma è stata chiusa e il traffico è regolato da un semaforo di emergenza. Ad Amatrice è altro il rischio di crollo della torre civica, in pieno centro storico.  Dopo un’altra scossa di magnitudo 4.8 e nuovi crolli. Secondo le parole del sindaco – mancano all’appello ancora altre persone. Chiuso il Ponte a ‘Tre Occhi’, importante via di accesso verso il comune anche per i soccorsi

E mentre ancora vanno avanti le ricerche di possibili dispersi per recuperare le vittime del sisma, la speranza di trovare ancora qualcuno vivo è sempre più flebile.

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