Il vertice del disgelo

Ue
Italian Premier Matteo Renzi, right, and EU Commission President Jean-Claude Juncker attend a press conference at Chigi Palace, premier's office in Rome, Friday,26 February 2016. ANSA/ GIUSEPPE LAMI

Scambio di cortesie tra il premier e il presidente della Commissione Ue. Un incontro che mette fine alle polemiche a distanza avvenute nelle scorse settimane.

Un dialogo tra due persone che avevano la volontà comune di ritrovare l’intesa su tanti temi caldi. Quello che si è appena concluso tra Jean-Claude Juncker e il premier Matteo Renzi è stato un confronto disteso, di riavvicinamento e che mette fine alle polemiche a distanza avvenute nelle scorse settimane. Tanto che lo stesso presidente della Commissione europea, durante la conferenza stampa al termine dell’incontro, riconosce come tra i due ci sia “un’ampia identità di vedute, ci sono più punti di incontro virtuoso che parziali disaccordi. Insomma – sottolinea Juncker – è andato tutto bene”.

Matteo Renzi ha accolto il presidente della Commissione mostrando un dato, quello della riduzione delle procedure d’infrazione, “una riduzione record, da quando siamo arrivati al governo nel febbraio 2014 le abbiamo ridotte da 119 a 83”. Un dato con il quale Renzi ha voluto mettere in chiaro un concetto: “Il governo italiano è dalla parte delle regole”. “Un ottimo risultato” è stata la reazione di Juncker, che si è detto “molto lieto” di questo successo.

“Accanto ai numeri – aggiunge Renzi – accogliamo Juncker con un sogno. L’Italia intende agire per fare sì che l’Europa sia sé stessa e non un insieme di regole assurde e austere”. La situazione europea, insiste il premier italiano, è molto seria. Esiste un grande problema in Europa, la mancanza di prospettiva per i cittadini europei. Ecco perché l’Italia farà di tutto affinché l’Europa diventi un faro di civiltà per il mondo intero.

Migranti

Uno dei temi principali su cui c’è stata una forte condivisione di vedute è il dossier immigrazione.  “Condividiamo la posizione della commissione sull’agenda migranti – sottolinea Renzi – ma non possiamo immaginare una solidarietà monodirezionale, o si è solidali sempre non lo si è ma. Mi auguro che Juncker possa vincere la sfida anche con altri capi di governo che non hanno la stesso sensibilità – aggiunge – ricordando che noi abbiamo fatto la nostra parte su hotspot ma lo stesso non hanno fatto altri partner europei su ricollocamenti e rimpatri. Auspico che nei prossimi incontri vi sia una forte iniziativa europea”. La risposta di Juncker è solidale: “sono tra i primi a dispiacermi per queste deviazioni. L’Europa – aggiunge – deve ritrovare la strada della solidarietà”.

Investimenti

Quanto al piano di investimenti europei si è invece trovato un accordo tra governo italiano e commissione europea. Matteo Renzi ricorda che la commissione ha deciso per 315 mld di euro attivati “come una leva importante. Noi siamo desiderosi che questo progetto possa continuare”, afferma il premier italiano. Juncker conferma: “Siamo d’accordo. Vorremmo che il piano di investimenti fosse confermato tra un anno e mezzo, dopo la sua scadenza”.

Flessibilità e austerity

Sul bilancio pubblico e sulla flessibilità Matteo Renzi rivendica la sua posizione: “Hic manebimus optime”, ossia non ci muoveremo dalle nostre posizioni. Pensiamo che l’Italia stia facendo più dei propri compiti a casa e che stia dando dimostrazione di concretezza, per questo – sottolinea Renzi – useremo la flessibilità consentita. Pensiamo che non debba essere in discussione l’istituto della flessibilità. Ma chi si affida all’austerity commette un errore, oggi lo stesso Juncker ha detto che è stupida. Poi – aggiunge – è vero anche che c’è bisogno di rispettare regole, il debito deve andare giù, perché bisogna pensare ai propri figli: noi vogliamo ridurlo”.

Position Paper

Un altro grande tema oggetto dell’incontro tra i due leader è stato l’impianto di politica economica del Vecchio continente. Il premier italiano ha ribadito la necessità e l’urgenza di correggere la rotta dell’Ue: senza maggiori investimenti e più flessibilità, è la visione di Renzi, l’Ue rischia di accelerare il proprio declino politico e istituzionale. E su questo aspetto i due leader hanno parlato anche del documento congiunto Renzi-Padoan presentato nei giorni scorsi a Bruxelles, dedicato al rafforzamento dell’Ue. Un documento su cui il presidente della Commissione ha espresso un forte apprezzamento: “È risolutamente filo europeo, ridà coraggio a tutti coloro che non smettono di sperare sulla necessità dell’Unione. Raramente mi sono trovato così in armonia con un paper di riflessioni presentato da uno Stato membro – aggiunge Juncker – e non posso che felicitarmi che l’Italia lo abbia presentato in questa fase e in questa forma”.

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