Il giallo delle firme false del M5S a Palermo. I grillini: “Aspettiamo la magistratura”

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Viadotto Sicilia: M5s inaugura scorciatoia autofinanziata dai deputati regionali del M5S con quota parte delle indennità che i parlamentari hanno accantonato mensilmente dopo il cedimento di alcuni piloni nel ponte Himera lungo l'autostrada A 19 che da Palermo conduce a Catania, Palermo 31 luglio 2015. FACEBOOK M5S

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La difesa grillina dopo il servizio delle Iene su le firme false a Palermo

“Qualora la magistratura dovesse accertare nuovi elementi penalmente rilevanti, il M5S sarà il primo a chiedere chiarezza”, così il deputato dell’Ars Giampiero Trizzino dopo una settimana di silenzi commenta la vicenda delle firme false del M5s a Palermo. Il caso si è riaperto da una settimana, da quando un servizio del programma Le Iene ha riacceso i riflettori su una vicenda che la magistratura aveva archiviato, ma che dopo i nuovi elementi ha riaperto.

Secondo il grande accusatore, l’attivista di M5S Vincenzo Pintagro, le firme presentate in tribunale sarebbero state ricopiate di proprio pugno da due esponenti del Movimento, Claudia Mannino (deputata) e Samantha Busalacchi (collaboratrice del gruppo di M5S all’Ars) per rimediare a un precedente errore materiale. Le dirette interessate naturalmente negano e annunciano di voler querelare Pintagro, ma ormai in pochi, anche dentro il Movimento, credono che quelle firme siano realmente autentiche.

Il caso però sta creando subbuglio nel Movimento 5 stelle in Sicilia e rischia di creare un vero e proprio terremoto nella città, dove in primavera si voterà per il sindaco, ma anche in vista delle regionali che dovrebbero tenersi in autunno. Il tutto per un Movimento che fa della trasparenza, almeno a parole, il suo mantra. Intanto il nome del candidato sindaco di Palermo del M5s, che in molti si aspettavano arrivasse durante il raduno nazionale svoltosi proprio a nel capoluogo siciliano il 24 settembre, non è ancora arrivato, anche perché tra i pretendenti c’è la stessa Samantha Busalacchi.

Naturalmente la vicenda ha suscitato le reazioni politiche degli altri partiti, a partire dal Pd che attraverso Carmelo Miceli, segretario provinciale del Partito democratico commenta: “Le Iene hanno scoperto che le firme depositate dal Movimento 5 Stelle per le elezioni comunali di Palermo del 2012 erano palesemente false. Contraffatte. E pure malamente. Per svelare il mistero è bastata una perizia calligrafica e il riscontro oggettivo con alcuni cittadini che hanno firmato i moduli. A questo punto – continua – delle domande sorgono spontanee: perché le indagini della Digos e della Procura degli anni scorsi non hanno prodotto alcun risultato? Perché, anche di fronte all’evidenza dei fatti, il Movimento 5 Stelle si è chiuso in un vergognoso silenzio? Davvero il deputato pentastellato all’Assemblea regionale siciliana, Giampiero Trizzino, e l’establishment siciliano dei 5 Stelle pensano di potere liquidare il tutto con un laconico attendiamo novità dagli inquirenti? Tutto qui quello che possono fare i campioni dell’onestà?”.

Anche il segretario regionale Fausto Raciti ci va giù duro: “Se davvero hanno falsificato le firme alla loro prima competizione elettorale nel capoluogo siciliano chissà cosa saranno capaci di fare alle prossime elezioni regionali, ad iniziare dalla scelta del candidato presidente: una scelta che con ogni probabilità sarà ‘telecomandata’ dai maghi del web, alla faccia della trasparenza e della democrazia partecipata”.

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