Il giallo delle cene di Marino

Roma
Il sindaco di Roma Ignazio Marino durante la conferenza stampa dell'Ama per illustrare le operazioni riguardanti il risanamento di Ama e il decoro della città, Roma 18 giugno 2015. ANSA/ANGELO CARCONI

Spese di rappresentanza o no? Il sindaco della Capitale ancora nell’occhio del ciclone

Non c’è pace per il sindaco di Roma Ignazio Marino. Da molti mesi ormai è nell’occhio del ciclone, con le opposizioni che lo attaccano e una maggioranza che sembra aver perso la fiducia nel suo sindaco.

Il nuovo argomento di polemica sono le spese di rappresentanza, che il comune di Roma, come molti altri comuni italiani, ha sensibilmente diminuito. Tutto è iniziato con il viaggio del sindaco negli Stati Uniti per la visita di Papa Francesco, con il Papa a precisare che non aveva invitato lui il sindaco di Roma e Marino ad affermare che la sua visita era stata pagata dal comune e dall’Università di Philadelphia.

Da quel giorno le opposizioni hanno iniziato a contestare le spese del sindaco, con tanto di esposti presentati da Fdi e M5s, con la Procura che ha aperto un’inchiesta. Marino continua a difendersi e portare documentazioni, consultabili online, ma le testimonianze contro di lui si moltiplicano.

In particolare sotto la lente d’ingrandimento ci sono un paio di cene, quella del 26 ottobre 2013 per un ammontare di 150 euro, giustificata come una cena offerta per motivi istituzionali ad alcuni rappresentanti della Comunità di Sant’Egidio, ma Sant’Egidio con un comunicato smentisce quanto dichiarato dal sindaco e aggiunge che non ci sono mai state cene o pranzi con Marino. Altra cena sotto la lente d’ingrandimento è quella del 27 luglio 2013 per un ammontare di 120 euro, che il sindaco ha inserito come spese di rappresentanza e pagato con la carta di credito comunale, ma che secondo quanto riporta oggi il quotidiano la Repubblica, sarebbe stata una cena con la moglie.

 

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