Il futuro della Libia passa per Roma

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Domenica 13 alla Farnesina si terrà una conferenza internazionale sulla Libia che avrà l’obiettivo di favorire un accordo per un governo libico di unità nazionale

Attorno a un tavolo per tirare fuori la Libia dal caos. È quanto accadrà nel primo vertice internazionale sulla Libia che si terrà domenica a Roma, alla Farnesina. L’obiettivo della conferenza Onu sarà riunire non solo i grandi player globali, ma anche i principali Paesi presenti nella regione per trovare finalmente un’intesa su un governo di unità nazionale con sede a Tripoli.

Con questo intento domenica si incontreranno i cinque membri permanenti dell’Onu (Cina, Russia, Usa, Francia, Gran Bretagna), insieme ai delegati dell’Unione europea, ai rappresentanti dell’Onu (con il nuovo inviato in Libia, Martin Kobler), oltre ovviamente all’Italia e agli altri attori dei Paesi dell’area: dall’Egitto alla Tunisia, passando per il Marocco.

Sarà un incontro fondamentale per il futuro della Libia, principalmente per due aspetti. Il primo riguarda la distruzione di Daesh, “una priorità che resta assoluta” ha ribadito oggi il premier, Matteo Renzi, intervenendo al foro di dialogo mediterraneo che si è tenuto a Roma. “In Libia – ha spiegato – Daesh sta tentando di guadagnare spazio in una regione a cui siamo legati, sta cercando di sfruttare con ferocia e cinismo lo scontro tra fazioni e il disfacimento progressivo istituzioni”. Anche il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ribadisce il concetto sottolineando come la formazione di un governo di unità nazionale sia fondamentale per contrastare i “rischi di espansione” dell’Isis.

Per il nostro Paese è dunque fondamentale raggiungere un accordo politico in Nordafrica e la conferenza di domenica, sottolinea Renzi, “potrà segnare un importante punto di svolta.

Inoltre, il tema della Libia – è la linea del governo – va accompagnato con la transizione in Siria e con la stabilizzazione in Iraq: soltanto così si potrà sconfiggere lo stato islamico. Ma non basta. Per rispondere alla minaccia terroristica, insiste Renzi, servirà anche una strategia culturale “il sistema immunitario delle nostre società contro la deriva del fanatismo”.

Il secondo aspetto che renderà rilevante la conferenza di domenica sarà invece il tema dell’Immigrazione: senza un governo unitario in Libia continuerà ad essere difficile, anzi impossibile, fare accordi bilaterali per limitare il fenomeno.

Insomma, la conferenza di domenica è un’importante mossa italiana sullo scacchiere della grande crisi mondiale come conferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella in un’intervista al Messaggero. Secondo il Capo dello Stato è un’iniziativa “quanto mai opportuna per contribuire a una buona soluzione pacifica delle divisioni e delle contrapposizioni armate”.

Va sottolineato, infine, anche un altro importante aspetto: quello della credibilità internazionale. Uscire dalla conferenza di domenica con un’intesa darebbe al nostro Paese maggiore lustro, soprattutto in vista delle elezioni del prossimo anno per entrare a far parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per il biennio 2017-2018. L’Italia aspira infatti ad essere eletta come membro dell’Onu (non permanente) anche in funzione dei ruolo guida che sta assumendo in Libia; un concetto che il premier aveva già rivendicato lo scorso agosto intervenendo all’Assemblea generale a New York.

Sebbene non ci sia ancora nessuna sicurezza sul quorum da raggiungere, si tratta comunque di un obiettivo alla portata dell’Italia, una battaglia molto complicata dove i nostri avversari diretti, Svezia e Olanda, hanno una loro forza e solidità.

Anche per questo saranno rilevanti i risultati ottenuti nel corso della conferenza di domenica.

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