Il futuro della Libia inizia ora

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Il Consiglio di sicurezza Onu approva la risoluzione sul futuro della Libia: il testo legittima l’accordo firmato il 17 dicembre in Marocco e da 30 giorni per la formazione di un governo di unità nazionale con Tripoli capitale

Il futuro della Libia è ora nelle mani del suo popolo. E’ questo il messaggio lanciato ieri dalla comunità internazionale riunita nel Consiglio di sicurezza (CdS) delle Nazioni Unite, che all’unanimità ha votato a favore di una risoluzione (la numero 2259) che vede nel governo di unità nazionale ancora da formare “il solo governo legittimo della Libia” e che chiede ai Paesi membri dell’Onu di “mettere fine al sostegno e ai contatti ufficiali con istituzioni parallele che dicono di avere un’autorità legittima ma che non rientrano nell’accordo” siglato il 17 dicembre scorso a Skhirat, Marocco.

Si tratta dell’accordo che ha dato vita a un consiglio di presidenza che “entro i prossimi 30 giorni deve formare un governo di concordia nazionale e deve finalizzare accordi di sicurezza ad interim per stabilizzare la Libia”.

A questo proposito la risoluzione Onu fa appello ai Paesi membri affinché “rispondano con urgenza alle richieste di assistenza” in arrivo dalla nazione nordafricana per l’implementazione di quell’accordo e per combattere “le minacce alla pace e alla sicurezza internazionale poste da atti terroristi, inclusi quelli commessi da gruppi che proclamano alleanza con Isis in Libia”.

Un intervento militare da parte di nazioni straniere potrà avvenire solo su richiesta della Libia e probabilmente con un mandato Onu. La conferenza di Roma svoltasi il 13 dicembre scorso sotto la guida del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni viene riconosciuta come uno snodo centrale che ha portato al voto unanime di ieri al Consiglio di Sicurezza Onu, “che fa suo il comunicato” redatto in quell’occasione e che “sottolinea come un governo di concordia nazionale che debba avere sede nella capitale Tripoli è necessario con urgenza per fornire alla Libia quanto necessario per mantenere la governance, promuovere la stabilità e lo sviluppo economico”. Con la benedizione del Palazzo di Vetro, il lavoro forse più duro passa ai libici.

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