Il Friuli vuole riportare il Rototom a casa. Troppo tardi?

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Il Consiglio Regionale approva una mozione per riportare il più grande festival raggae a Osoppo

Osoppo, piccolo comune in provincia di Udine, torna sui suoi passi e lotta per riportare a casa il Rototom Sunsplash, il più grande festival europeo di musica reggae.

Il festival era cresciuto ad Osoppo ma, come spesso succede in Italia, la frustrazione di riuscire ad organizzare grandi eventi  ha costretto gli ideatori a farlo emigrare. Ora il Consiglio regionale friuliano, su pressione degli esponenti di Sel, ha approvato una mozione che chiede alla Giunta di impegnarsi a prendere contatto con gli organizzatori e con i sindaci di tutti i Comuni interessati, per ospitare una nuova edizione del Rototom, e gli eventi a esso collegati o riconducibili, con la disponibilità a sostenerne la realizzazione.

Un’apertura, forse tardiva, che non nasconde una mancanza di lungimiranza.

Nato nel 1994, questo evento ecologista, antirazzista e antiproibizionista portava nella Regione fino a 150mila persone con una ricaduta economica che, il Sole24Ore aveva stimato, tra i 5 e i 7 milioni di euro all’anno con un impegno di circa 2000 persone che ci lavoravano. Dieci giorni di musica, dibattiti e campeggio che portavano ad Osoppo relatori, musicisti e spettatori da tutto il mondo.

Il carattere alternativo del festival e soprattutto l’introduzione della legge Fini- Giovanardi sulle droghe sono state, però, alla base di una stretta repressiva sul festival. Nel 2009, uno degli organizzatori, Filippo Giunta, racconta dal palco che, in seguito a procedimenti penali e amministrativi relativi a presunte violazioni della normativa sugli stupefacenti e altre norme sulla sicurezza degli eventi pubblici, il festival si trasferirà in Spagna.

Un colpo al cuore per gli appassionati di reggae. I procedimenti, come spesso accade, nel 2015 sono completamente caduti e c’è stata la piena assoluzione nel processo contro gli organizzatori.

Ora il cambio di rotta. A far ripensare i friuliani il successo internazionale del Festival che è stato riconosciuto come il miglior evento musicale raggae dal portale di cultura giamaicano più importante al mondo, il Reggaeville.com.

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L’edizione iberica del 2014 ha registrato nella cittadina di Benicassim, tra Valencia e Barcellona, 240mila presenze con un indotto di 24 milioni di euro.

In Spagna, gli organizzatori, nel 2010 sono stati ricevuti da una delegazione del Comune con tanto di gonfalone. In Italia invece ci si è fatti scappare l’ennesima opportunità, chissà che non sia troppo tardi per recuperare.

 

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