Il fondatore di Alibaba: “Voglio essere l’ambasciatore dei prodotti italiani”

Economia

Il premier Matteo Renzi e il fondatore della più grande compagnia di e-commerce al mondo, Jack Ma, si confrontano in un evento del Vinitaly

Vogliamo passare dal 6 al 66 per cento dei vini italiani venduti in Cina”. L’intero settore agricolo potrebbe gioire se ad annunciare una frase del genere fosse un ministro di politiche agricole, un capo di governo o un gruppo di imprenditori. Ma se a rivelare quest’ambizione, come è accaduto oggi, è il titolare della piattaforma di e-commerce più grande al mondo, allora le cose cambiano: gli imprenditori si esaltano e cominciano a vedere la possibilità che tutto ciò possa davvero concretizzarsi nel breve periodo.

È accaduto alla 50esima edizione del Vinitaly a Verona dove l’imprenditore cinese Jack Ma, fondatore del colosso del commercio on line Alibaba, ha incontrato il premier Matteo Renzi in un dibattito moderato da Mario Calabresi. Un botta e risposta in cui l’inventore di Alibaba ha annunciato un evento che va proprio in questa direzione: “Il 9 settembre vogliamo fare la giornata del vino, 9 in cinese significa vino. Vogliamo portare l’export italiano di vino dal 6% fino al 66% e desidero essere l’ambasciatore dei prodotti italiani – ha aggiunto – perché sono prodotti di qualità”.

Secondo il premier italiano – che ha dialogato con il creatore di Alibaba davanti a una platea di imprenditori italiani – se non si scommette sull’innovazione non si ha futuro. “Due anni fa eravamo a 4,9 miliardi per l’export del vino, oggi possiamo dire che siamo a 5,4 miliardi, abbiamo detto che arriveremo a 7,5 miliardi e ci arriveremo”.

Ovvio dunque che una spinta verso questi risultati potrà essere data proprio dal mercato cinese. Lo stesso Jack Ma ha sottolineato come in Cina ci siano 380 milioni di persone che appartengono alla classe media, la maggior parte delle quali è pronta ad acquistare su internet prodotti italiani. “Possiamo essere la porta d’ingresso per vendere i vostri ottimi prodotti in Cina e questo è quello che desidero” promette senza mezzi termini il fondatore di Alibaba.

“E noi vi aiuteremo a farlo con la sburocratizzazione”, gli fa eco il presidente del Consiglio italiano che, parlando alla platea di imprenditori presenti, aggiunge: “Smettiamola di piangerci addosso e il futuro sarà dalla nostra parte. Per troppo tempo abbiamo pensato che l’e-commerce fosse qualcosa per addetti ai lavori. Bisogna essere pronti, preparati e mettersi in gioco”.

E poi, scherzando con l’imprenditore cinese ha aggiunto: “Il nostro vino è migliore di quello francese. Tu Jack non lo puoi dire io sì, quando l’ho detto a Francois Hollande. ‘Forse – mi ha detto – ma il nostro è più caro’… E ha vinto lui”.

E ancora, sollecitato da Mario Calabresi a chiarire le ragioni del vantaggio competitivo della Francia sull’Italia quando si parla di vino, il premier ha rassicurato: “Dobbiamo darci una rinfrescata. La Francia ha un vantaggio ventennale. Il nostro obiettivo è fare meglio. Abbiamo tutte condizioni per poter superare la Francia, a condizione che si tolgano dei poteri alle Regioni e si ridiano allo Stato centrale. Cugini transalpini siete avvisati”.

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