Il flop del sit-in di Salvini a casa della Fornero

Lega
Matteo Salvini, segretario federale della Lega Nord, durante la manifestazione contro la riforma pensionistica dell'ex ministro Elsa Fornero a Romano Canavese, paese natale dell'ex ministro, 1° aprile 2016. ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

Un centinaio di persone sono giunte a San Carlo Canavese per il sit-in di protesta contro l’ex ministra del governo Monti

Ecco di nuovo Salvini, aveva promesso un sit-in sotto la casa di Elsa Fornero, ministra del governo Monti che ha riformato il sistema pensionistico, e sit-in è stato. Nelle previsioni del leader leghista dovevano essere migliaia le persone infuriate sotto la casa dell’ex ministra, che non era presente in quanto a Parigi per lavoro, invece in piazza Cantù a San Carlo Canavese (TO) si sono trovate un centinaio di persone.

Armato dell’immancabile felpa, questa volta con scritto “Stop Fornero”, Salvini ha arringato il manipolo di manifestanti con un breve discorso: “Tenere le persone al lavoro fino a 67 anni è un crimine. Alla Fornero porto un mazzo di margherite ma lei deve chiedere scusa: sbagliare è umano, scusarsi è sintomo di intelligenza. In realtà se incontrasse una delle persone cha ha rovinato dovrebbe scappare a gambe levate. Possiamo dirlo? È una legge del c…o. Si chiamava legge Fornero, ora è a tutti gli effetti la legge Renzi-Fornero perché il fenomeno è lì da due anni e non ha rimediato”.

Naturalmente il leader leghista approfitta dell’occasione per contestare Renzi, dopo le dimissioni della ministra Federica Guidi: “Il signor Renzi è veramente squallido. Indagini, sbarchi, arresti, non so cosa debba succedere, forse lo sbarco dei marziani o i caschi blu dell’Onu perché molli la poltrona. La Lega è disponibile a mettersi a un tavolo tra cinque minuti con i 5 Stelle, Forza Italia e con chi ci sta, per scrivere una mozione di sfiducia e mettere Renzi davanti alle sue responsabilità. E si torna a votare”.

Niente di nuovo, anche se da Salvini ci saremmo aspettato lo stesso ardore quando nella giunta della regione Lombardia, guidata dal leghista Maroni, hanno arrestato prima l’assessore alla Sanità, il forzista Mantovani e poi il presidente della commissione Sanità, il leghista Rizzi. In quel caso il leader del Carroccio non indossò nessuna tuta, non convocò nessun sit-in, ma si limitò a ribadire la fiducia nella giunta regionale guidata dal compagno di partito Maroni.

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