Il Financial Times: “Raggi incapace di tenere pulita la città”

Roma
20/06/2016, Roma, Conferenza Stampa di Virginia Raggi

E il Guardian critica la decisione di nominare un’assessora all’Ambiente che è stata consulente dell’Ama guadagnando centinaia di migliaia di euro in 12 anni

“Cresce la pressione sul sindaco di Roma tra gli slogan del golpe dei rifiuti”. È questo il titolo con cui il Financial Times, in un articolo dal corrispondente a Roma, si sofferma sulle polemiche che stanno investendo la Giunta di Virginia Raggi e, in particolare, l’assessore all’Ambiente Paola Muraro.

“I traboccanti bidoni della spazzatura della città diventano l’ultimo punto di esplosione della politica italiana”, è la premessa del foglio della City che ricorda come Raggi ha vinto le Comunali con “la decisiva promessa di pulire Roma”, sia “letteralmente” sia “rimuovendo corruzione e cattiva gestione”. Ma, osserva il Ft, “a sole sei settimane” dall’insediamento, Raggi “sta lottando per cercare di metter insieme le sue promesse. Non solo è incapace di rendere pulita la città ma è finita nel mirino per aver assunto Paola Muraro”.

Secondo il Financial Times per molti italiani “Roma è un test per valutare se il M5S è capace o meno di governare il Paese”. Tre giorni fa, invece, era stato il Guardian a raccontare dell’emergenza rifiuti della Capitale illustrando il proprio articolo con una eloquente foto di immondizia in strada nel centro di Roma.

“La prima donna sindaca della città eterna, star del populista Movimento Cinque stelle è stata eletta con la promessa di rendere la città più pulita e vivibile – scriveva il quotidiano – Ma la decisione di nominare un’assessora all’Ambiente che guadagnato centinaia di migliaia di euro in 12 anni, come consulente per l’azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti della città, è stata accolta con incredulità.

Un ambizioso piano per ripulire la città entro il 20 agosto e ribaltare l’Ama è stato messo in ombra dalle accuse per cui la Muraro sarebbe inadatta al lavoro e bloccata da troppi conflitti di interesse”. E così – spiega il giornale – i cassonetti traboccanti di immondizia diventano l’emblema di una sistema apparentemente immune da qualsiasi tentativo di riforma

Vedi anche

Altri articoli