Il film sulla morte di Pasolini? Farlo in Italia è stata una follia

Cinema
Una immagine di scena del film "La macchinazione" di David Grieco con Massimo Ranieri.
ANSA/UFFICIO STAMPA
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Il regista e scrittore David Grieco presenta a Montecitorio “La macchinazione” e al Parlamento chiede una commissione d’inchiesta sul caso. Il protagonista Massimo Ranieri: “Serve la verità”

La macchinazione» sarebbe piaciuto moltissimo all’Academy, oggi che gli Oscar prediligono le inchieste. E il film del regista (ed ex giornalista) David Grieco nasce da un’inchiesta, che prima di diventare un film, è stato un libro con lo stesso titolo. «Questo è un film impossibile da fare in Italia. Serviva una dose di pazzia altissima, bisognava darsi in pasto a un progetto di questo genere . Sono felicissimo e fierissimo di essere qui, alla Camera dei Deputati, questa sala è più importante di quella in cui hanno dato gli Oscar» ha esultato il regista. L’anteprima è stata voluta fortemente da Paolo Bolognesi, il presidente dell’Associazione tra le famiglie della strage di Bologna, un’altra persona che pretende la verità. La ricerca di Grieco nasce dall’amore per Pasolini, e dalla rabbia per la sua morte, una morte “spiegata” con montagne di menzogne e di silenzi. «Pasolini era un amico caro, che non c’è più. Un uomo che aveva l’età di mio padre e che è riuscito a trasmettermi, al pari di mio padre, alcuni valori importanti da portare con me per tutta la vita: l’onestà, l’amore per il prossimo e soprattutto il coraggio delle proprie idee».

Una frase di Pasolini: «ll coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia», apre il film, prodotto da Marina Marzotto, che racconta gli ultimi tre mesi di vita di Pasolini, in una Roma asettica e nelle “sue” periferie non più in bianco e nero, senza poesia ma piena di delinquenti che una organizzazione criminale che presto diventerà la Banda della Magliana. Il film ha fra i punti centrali l’estate del 1975 e traccia un percorso nel mondo di interessi, politica e criminalità con cui Pasolini si confrontava e che denunciava. Si passa per l’incontro con il ‘ragazzo di vita’ Pino Pelosi (Alessandro Sardelli) e l’universo malavitoso con cui è a contatto; la conoscenza con Giorgio Steimetz (Roberto Citran), uno strano personaggio dal nome di fantasia,  che ha scritto un libro di denuncia contro Eugenio Cefis, l’uomo dell’Eni, della Montedison; il furto del negativo del suo ultimo film, Salò o le 120 giornate di Sodoma. Un’implacabile catena di avvenimenti che culmina il 2 novembre del 1975, all’idroscalo di Ostia, con l’omicidio del regista. Fra gli interpreti anche Libero De Rienzo, Milena Vukotic (nei panni della madre dello scrittore), Matteo Taranto e Francois-Xavier Demaison.

Nella colonna sonora i Pink Floyd con Atom Heart Mother, brano del 1970, che il gruppo ha concesso di utilizzare al regista “a un prezzo politico”. Sull’onda delle 10.795 firme per la petizione lanciata su Change.org e consegnate a Laura Boldrini qualche settimana fa, per chiedere che si approvi la proposta di legge alla Camera per l’istituzione di una Commissione d’inchiesta monocamerale sull’omicidio di Pier Paolo Pasolini. «Se questo potrà servire – ha aggiunto – a fare luce su una storia che in modo più grottesco non ce la potevano raccontare. sono felice. Una commissione di inchiesta sarebbe il premio più grande». «Voglio la verità su Pasolini». Anche il protagonista, Massimo Ranieri, chiede l’istituzione della Commissione parlamentare d’inchiesta sul delitto Pasolini. «Voglio la verità come cittadino», insiste il popolare attore e showman che nella Macchinazione di David Grieco interpreta il poeta assassinato 40 anni fa. «Stimavo Pasolini, lo apprezzavo come poeta e come intellettuale, ma non ci eravamo mai conosciuti. Soltanto una volta, poco prima che venisse ucciso, ci incontrammo nello spogliatoio di un campetto di calcio e lui mi disse: «Ma lo sai che è proprio vero? Noi due ci assomigliamo». Prosegue l’attore: «Grazie a David ho avuto modo di dare vita a un ruolo che sentivo inevitabile, e quello ne La Macchinazione è stato uno dei lavori più duri della mia carriera, sia a livello fisico che psichico, perché mi richiedeva la massima concentrazione». Un film coraggioso aggiugiamo: La macchinazione sarà nelle sale dal 24 marzo.

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