Il grande discorso del Papa all’Onu in 5 pillole

Mondo

Ambiente, dignità, Onu, guerre e armi. I temi trattati da Bergoglio a New York

A 24 ore dallo storico discorso davanti al Congresso degli Stati Uniti, il primo nella Storia per un pontefice, Papa Francesco oggi è intervenuto davanti all’assemblea delle Nazione Unite, a New York.
Tanti i temi trattati, molti dei quali sono quelli che già il Papa argentino ha affrontato in più occasioni, compresa quella di ieri a Washington. Dall’ambiente alla povertà, dalla guerra alle armi, in particolare quelle di distruzione di massa.

Le parole sono nette, i temi importanti. Ecco, per punti, cosa ha detto Papa Francesco, quarto Pontefice a parlare davanti all’assemblea della Nazioni Unite, questo pomeriggio:

Ecologia
La difesa dell’ambiente è stato uno dei temi più trattati durante l’intervento. Quasi un filo conduttore, sempre presente. Papa Francesco ha evitato di essere generico ed è andato dritto al punto “alzando la voce” – come lui stesso ha detto – “per soluzioni urgenti ed efficaci”.”l’adozione dell”Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile’ durante il Vertice mondiale che inizierà oggi stesso, è un importante segno di speranza. Confido anche che la Conferenza di Parigi sul cambiamento climatico raggiunga accordi fondamentali ed effettivi”. Il Papa ha anche messo in relazione l’impegno per la difesa per l’ambiente con il tema dell’esclusione sociale facendo riferimento a “ampi settori senza protezione” nel mondo, vittime “di un cattivo esercizio del potere”: “l’ambiente naturale e il vasto mondo di donne e uomini esclusi”. “Due settori intimamente uniti tra loro”, che la politica e l’economia “hanno trasformato in parti fragili della realtà”. Per questo, “è necessario affermare con forza i loro diritti, consolidando la protezione dell’ambiente e ponendo termine all’esclusione”.

Dignità
Altro tema fondante dell’intervento riguarda la dignità di ogni essere umano. Dignità che per il Papa passa attraverso un impegno da parte dei governanti a fare “il possibile affinché tutti possano disporre della base minima materiale e spirituale per rendere effettiva la loro dignità e per formare e mantenere una famiglia”. Un minimo assoluto che a livello materiale ha tre nomi “casa, lavoro e terra” e a livello spirituale solo uno “libertà dello spirito“.
Il tema sarà affrontato più volte, anche quando il Papa ha ricordato la piaga del narcotraffico, “guerra ‘sopportata’ e debolmente combattuta”, che “per sua stessa natura si accompagna alla tratta delle persone, al riciclaggio di denaro, al traffico di armi, allo sfruttamento infantile e ad altre forme di corruzione”. “Corruzione – ha aggiunto – che è penetrata nei diversi livelli della vita sociale, politica, militare, artistica e religiosa, generando, in molti casi, una struttura parallela che mette in pericolo la credibilità delle nostre istituzioni”.

Onu
L’elogio verso l’organizzazione che lo ospita non si limita ad essere rituale, ma di sostanza. “Benché siano molti i gravi problemi non risolti – dice il Papa – è però evidente che se fosse mancata tutta quell’attività internazionale, l’umanità avrebbe potuto non sopravvivere all’uso incontrollato delle sue stesse potenzialità”. Ma è anche necessario, secondo Francesco, riformare il Consiglio di Sicurezza affinché si progredisca “verso l’obiettivo finale di concedere a tutti i Paesi, senza eccezione, una partecipazione e un’incidenza reale ed equa nelle decisioni”.

Guerre
“La guerra è la negazione di tutti i diritti e una drammatica aggressione all’ambiente”. L’appello del Papa contro la guerra è forse la sintesi estrema di tutto il suo intervento di 49 minuti, in una frase c’è tutto: l’avversione alla guerra, la difesa dei diritti come fondamento della dignità umana e la difesa dell’ambiente, ovvero del creato dove la dignità umana – secondo la lettura di Bergoglio – si completa e cresce. “Se si vuole un autentico sviluppo umano integrale per tutti, occorre proseguire senza stancarsi nell’impegno di evitare la guerra tra le nazioni e tra i popoli”

Armi nucleari
L’appello per la Pace non poteva prescindere da quello che auspica “un mondo senza armi nucleari” raggiungibile “applicando pienamente il Trattato di non proliferazione, nella lettera e nello spirito, verso una totale proibizione di questi strumenti”. Nel parlare della minaccia reale e terribile delle armi di distruzione di massa, Papa Bergoglio elogia il recente accordo sul nucleare con l’Iran che rappresenta “una prova delle possibilità della buona volontà politica e del diritto, coltivati con sincerità, pazienza e costanza. Formulo i miei voti perché questo accordo sia duraturo ed efficace e dia i frutti sperati con la collaborazione di tutte le parti coinvolte”.

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