Il disastro di Linate 2001, finalmente la verità 15 anni dopo

Giustizia
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Era la mattina dell’8 ottobre 2001, sulla pista dell’aeroporto milanese di Linate, ci fu il più grave incidente aereo mai registrato in Italia. Una sentenza fa emergere nuovi particolari

Sono serviti ben 15 anni ma la verità che emerge dall’ultima sentenza della Corte di appello ridisegna i contorni del più grave incidente aereo mai avvenuto in Italia. Era la mattina dell’8 ottobre 2001 quando sulla pista dell’aeroporto milanese di Linate un Cessna Citation tagliò la strada all’MD-87 della compagnia scandinava Sas lanciato in fase di decollo. Morirono 118 persone. Ci fu un solo sopravvissuto, rimasto orribilmente mutilato.

L’impatto uccise sul colpo gli occupanti del Cessna e danneggiò l’MD-87 al punto da impedirgli di completare il decollo e farlo schiantare contro un edificio adibito allo smistamento dei bagagli, situato sul prolungamento della pista. Un incendio esplose, i soccorsi arrivarono in ritardo e le fiamme non lasciarono scampo sia agli occupanti di entrambi gli aeromobili, sia a quattro addetti allo smistamento bagagli al lavoro nel reparto.

All’epoca si era pensato ad un attentato: nemmeno un mese era passato dalla strage delle Torri Gemelle di New York. Invece emersero gravissimi errori conditi da dimenticanze e superficialità che non lasciarono scampo: il radar da terra non c’era, la segnaletica non era norma, i sensori di rilevamento di invasione di pista disattivati, oltre ad una serie di errori umani da parte dei piloti del Cessna e dei controllori del traffico aereo.

Ad essere protagonista di quest’ultimo capitolo è il professor Giulio Spano, presidente all’epoca dell’Enav. La Corte d’appello di Roma con la sentenza del 26 febbraio ha riconosciuto che Spano non potesse essere revocato dalla sua carica per mancanza assoluta di giusta causa oggettiva e soggettiva.

Come ricorda il suo avvocato, Corrado Guglielmucci, Spano si oppose all’amministratore delegato dell’Enav, l’ingegnere Gualano, ritenuto responsabile del disastro di Linate. La Cassazione nella sentenza definitiva emise cinque condanne e due assoluzioni. L’ex amministratore delegato dell’Enav fu condannato quindi a sei anni e mezzo per disastro aviatorio colposo e per omicidio plurimo colposo.

Spano, all’epoca fu revocato da Presidente del cda, ma per i giudici d’appello, era più che idoneo ad assumere la carica di amministratore unico una volta sciolto il consiglio di amministrazione. A questo punto l’Enav dovrà risarcirgli le mensilità che gli sarebbero spettate sino alla scadenza convenuta dell’incarico.

Nessun risarcimento, invece, per i danni da immagine e per una carriera che quell’8 ottobre si è fermata. Il professor Spano, attualmente a Cuba, ci ha dichiarato che la sentenza della Corte d’appello di Roma lo soddisfa solo in parte e che egli ha dato mandato ai propri difensori prof. Aurelio Gentili ed avv. Corrado Guglielmucci di ricorrere, ancora una volta, in cassazione.

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