Il direttorio M5S mette sotto torchio Muraro

Roma
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L’assessore convocata dallo staff romano a Montecitorio: “Ha taciuto troppe cose”. L’attacco finale del n°1 di Ama

Da come mostra le dita in segno di vittoria lasciando il Campidoglio, l’assessora ai rifiuti Paola Muraro sembra uscire indenne dal duro confronto con il presidente di Ama Daniele Fortini. Ma le tre ore passate nel pomeriggio a tu per tu con il direttorio romano sono state molto meno facili di quello che l’interessata vorrebbe far sembrare. Taverna, Vignaroli, Perilli e Castaldo hanno convocato assessora all’ambiente e il responsabile al Bilancio Marcello Minenna direttamente a Montecitorio per stare lontani da telecamere, occhi e orecchie indiscrete.

Ufficialmente c’era da discutere sul dopo Fortini, sulla figura dell’amministratore unico che da venerdì prenderà possesso della municipalizzata. Si fa il nome, con insistenza, di Alessandro Solidoro, presidente dell’ordine dei commercialisti di Milano, e di Raphael Rossi, da anni attivo nel settore dei rifiuti e con alle spalle importanti esperienze su questo fronte. In entrambi i casi ci sarebbe la forte sponsorizzazione da parte di Minenna (ed ecco giustificata la sua presenza).

Ma non c’è dubbio che, nonostante le dita a V, il destino di Paola Muraro sia fortemente in bilico. Non subito, magari. Ma a settembre sarà possibile ragionare con più calma sull’opportunità di questa scelta. «Muraro a rischio? Ancora no» ha tagliato corto Porrello, capogruppo 5 Stelle in Regione. Un fatto è certo, racconta un deputato 5 Stelle: «Grillo e Casaleggio jr non hanno affatto gradito apprendere dai giornali e comunque dopo, tutto quello che è venuto fuori sull’assessora che la sindaca non ha mai avuto dubbi nel volere al proprio fianco».

Le quattro ore di audizione martedì sera davanti alla Commissione ecomafie del presidente Fortini hanno lasciato a bocca aperta molti grillini. Dalle 21 all’una di notte il presidente in uscita («dal 4 agosto lascio l’incarico indiscutibilmente, non posso lavorare con Muraro.E saremo felici in due, io e Cerroni») ha ricostruito uno scenario di cui ha già informato la Procura della repubblica con ben 14 esposti e su cui è facile prevedere sviluppi clamorosi.

Nella sua relazione Fortini ha sviluppato tre temi: lo stato della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti in città («Roma è sporca e il problema è strutturale»); il rischio infiltrazioni criminali «complice la vulnerabilità del sistema» e di «condizionamenti esterni» vista la cronica emergenza; la truffa del tritovagliatore di Rocca Cencia di proprietà di Manlio Cerroni («questa Ama ha contrastato con ogni forza estrumento il dominio assoluto che quel gruppo industriale aveva sulla città») e il ruolo della consulente storica diventata ora assessore Paola Muraro che dopo 12 anni ad occuparsi del funzionamento degli impianti non solo non ha mai presentato una denuncia ma ora sembra voler aprire nuovamente le porte a Cerroni.

«La dottoressa Muraro in Ama non era semplice consulente, era una persona influente» ha attaccato Fortini che ha ricordato il suo arrivo in azienda dodici anni fa: «Fu segnalata perchè moglie di un ufficiale dei carabinieri del Noe e perchè si occupava di rifiuti».

Da allora anni di consulenze, mai esclusive e sempre rinnovate per un totale di un milione e 200 mila euro lordi. Fortini ha riferito un paio di episodi inediti e quanto meno opachi. Il primo risale al 2010 quando l’allora ad Franco Panzironi (poi condannato per la parentopoli in Ama e sotto processo per Mafia Capitale) decide di «reclutare quattro capi impianto».Una speciale commissionene individua quattro. L’ultimo ad essere assunto, sottolinea allora il vertice Ama, «conosce Paola Muraro, con cui c’è una consolidata amicizia riconosciuta da entrambe le parti».

Il punto è che questa persona era coinvolta in questioni giudiziarie e pur essendo questo un elemento dirimente ai fini dell’assunzione, il dettaglio viene taciuto. Anche da Muraro. «Sono solo congetture – ha aggiunto Fortini – però io penso che se la dottoressa Muraro era amica di questa persona da 15 anni non poteva non sapere che aveva qualche problema giudiziario».

Il secondo episodio risale al 2008 quando «la procura di Velletri che indagava su un impianto incenerimento di rifiuti di Colleferro si accorge che lì vengono bruciati rifiuti che non dovrebbero» e «ordina arresti». Tra questi un giovane ingegnere (che poi risulterà estraneo a tutto) incastrato per via di un’utenza Ama che invece era di un altro dirigente della municipalizzata. «Vedere – ha continuato Fortini – che nel blitz a Rocca Cencia (una settimana fa, ndr) insieme al sindaco di Roma e all’assessore Paola Muraro l’unico dirigente dell’azienda presente era proprio questo dirigente, mi convince ancora di più che giovedì prossimo io inderogabilmente lascerò l’incarico».

Sarà la procura a fare luce su questi e altri episodi. Sul ruolo di Cerroni e sulle tariffe pretese da Ama (che Fortini ha congelato) senza fare neppure una gara. Ma anche i vertici 5 Stelle non staranno a guardare. Raggi e Muraro saranno sentite in Commissione il 5 settembre. Intanto Roma lotta contro i rifiuti. Anche il ministro all’Ambiente Galletti giudica la situazione «preoccupante». Striglia Raggi e il governatore Zingaretti: «Ci vuole un termovalorizzatore, basta discariche».

Oggi un faccia a faccia tra governatore e sindaca che promette: «Non andremo in emergenza».

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