Il decalogo di Cuperlo per rinnovare il partito (senza toccare il segretario-premier)

Pd
Gianni Cuperlo, durante la convention della minoranza del Partito Democratico dal titolo: "A sinistra nel Pd, per la democrazia e il lavoro: l'Italia può farcela". Roma, 21 marzo 2015. ANSA/ANGELO CARCONI

Venerdì e sabato a Firenze l’iniziativa di SinistraDem, alla quale parteciperanno tutte le anime interne al Pd

Due giorni a Firenze “alla ricerca di un buon partito”, come recita il titolo dell’iniziativa. Quello di Gianni Cuperlo e della componente che fa capo a lui, SinistraDem – Campo aperto, è quasi il tentativo di creare un’oasi di tranquillità, isolata dalle polemiche interne e dagli scontri più caldi, casualmente alla vigilia di una Direzione che due settimane fa si preannunciava infuocata e che oggi – dopo il rinvio – sembrerebbe già meno ‘calda’.

Venerdì e sabato si ritroveranno nel capoluogo toscano tutte le anime del Pd, dal vicesegretario Lorenzo Guerini al presidente Matteo Orfini, dal renziano critico Matteo Richetti al rappresentante della minoranza ‘dialogante” Matteo Mauri, dal già candidato al prossimo congresso Enrico Rossi al bersaniano Nico Stumpo. E questo solo per citare alcuni nomi di politici, senza contare il politologo Mauro Calise, che proprio al Pd ha dedicato diversi suoi libri, e il sondaggista Roberto Weber. Una platea che dimostra la volontà ‘trasversale’ dell’iniziativa, ben distante in questo dalla recente kermesse organizzata dalla minoranza di Sinistra riformista a Perugia.

“Vogliamo offrire una sede di riflessione sull’organizzazione del partito – spiega a Unità.tv Andrea De Maria, cuperliano e responsabile formazione nella segreteria dem – un tema che ci sta particolarmente a cuore e sul quale crediamo sia necessario costruire una posizione unitaria nel Pd“. Le posizioni, a dire il vero, appaiono già meno distanti di quanto le polemiche sui giornali lascerebbero presupporre. Il gruppo di lavoro guidato da Guerini e Orfini lavora già da diversi mesi a un documento sul quale la quadra sembrerebbe essere a portata di mano e che dovrebbe essere presentato alla prossima assemblea nazionale (nei mesi estivi) per l’approvazione definitiva. “Le nostre idee non sono molto lontane da quanto sta definendo quel gruppo”, conferma De Maria.

Non sono lontane soprattutto su un punto, che invece vede smarcarsi la minoranza più intransigente che fa capo a Speranza: la coincidenza tra segretario e premier. “Per noi è un tema che è stato acquisito nell’esito congressuale – spiega de Maria – la nostra posizione, com’è noto, era diversa da quella di Renzi e spingevamo per una separazione tra i due ruoli. Ma abbiamo perso”. Insomma, sono stati gli iscritti al Pd e gli elettori delle primarie ad aver preso una decisione, che a questo punto sarebbe inutile e controproducente tornare a contestare. Su questo, quindi, i post-bersaniani appaiono isolati dentro il Pd, visto che anche Sinistra è cambiamento non ha intenzione di riaprire adesso la battaglia. “Il tema ora è un altro – prova a fare un passo avanti De Maria – ossia come rafforzare l’attenzione nei confronti del partito, della sua organizzazione, della frammentazione correntizia che resiste ancora nei territori”.

Il punto di partenza della discussione di venerdì e, soprattutto, sabato (quando ci saranno la tavola rotonda con tutte le anime interne al partito e le conclusioni di Cuperlo) sarà un decalogo aperto, che intende arricchirsi dei diversi contributi che saranno raccolti durante la due-giorni, in cui si prova a tracciare delle proposte sulle nuove regole per le primarie (a partire da una definizione più chiara dell’albo degli elettori), sul ruolo degli iscritti e dei circoli, sul rinnovamento del gruppo dirigente, sulla formazione, su un sapiente utilizzo delle nuove tecnologie. “Parlare di queste cose – spiega De Maria – consente anche di offrire le condizioni per risolvere alcuni problemi che si sono manifestati negli ultimi tempi, dai temi etici al rapporto tra partito e gruppi parlamentari”.

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