Il debutto di Boccia: “Il monocameralismo è un traguardo a portata di mano”

Confindustria
Un momento dell'assemblea generale di Confindustria all'auditorium Parco della Musica, Roma, 26 maggio 2016. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Il numero uno di viale dell’Astronomia: “La nostra economia è senza dubbio ripartita. Ma non è in ripresa. È una risalita modesta, deludente, che non ci riporterà in tempi brevi ai livelli pre-recessione”

“Confindustria si batte sin dal 2010 per superare il bicameralismo perfetto e riformare il Titolo V della costituzione. Con soddisfazione, oggi vediamo che questo traguardo è a portata di mano”. Sono le parole con le quali il nuovo presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, si immerge nel dibattito politico durante il suo primo intervento pubblico da numero uno degli industriali.

Il nuovo leader di viale dell’Astronomia ha fatto oggi il suo debutto nella tradizionale Assemblea annuale dell’associazione degli industriali, affrontando a 360 gradi i temi legati al mondo delle imprese e delineando la strategia di Confindustria dei prossimi 4 anni. E lo ha fatto ponendosi in linea con quanto proposto finora dall’esecutivo: dalla riforma costituzionale alla partita in Europa sui conti pubblici. Insomma, molti encomi all’esecutivo con i quali Boccia mette da subito in chiaro quale sarà l’impostazione della nuova Confindustria: lavorare insieme a palazzo Chigi per mettere in sicurezza la ripresa economica.
In pratica, sottolinea Boccia, l’associazione degli industriali dovrà svolgere un ruolo politico presentando le sue proposte di politica economica, pur “mantenendo l’equidistanza dai partiti politici”.

Verso il sì al referendum di ottobre
Sebbene la posizione ufficiale di Confindustria e le conseguenti azioni sul referendum verranno decise soltanto nel Consiglio generale dell’associazione convocato per il 23 giugno, il leader di Confindustria esprime in prima persona “soddisfazione” per la riforma costituzionale appoggiando di fatto i pilastri del referendum sul quale il governo si sta giocando il proprio futuro.

Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia all'auditorium Parco della Musica durante l'assemblea generale, Roma, 26 maggio 2016. ANSA/GIUSEPPE LAMI

La ripartenza dell’Italia
Parlando poi della condizione economica del nostro paese, Boccia afferma: “La nostra economia è senza dubbio ripartita. Ma non è in ripresa. È una risalita modesta, deludente, che non ci riporterà in tempi brevi ai livelli pre-recessione”.

Flessibilità dei conti pubblici
“Se oggi la politica di bilancio in tutta Europa non è più restrittiva – ed questo l’altro elogio fatto all’esecutivo – lo si deve all’azione dei governi italiani, soprattutto quello in carica”. Per Boccia non c’è più spazio per quelle politiche di austerità che a suo giudizio assomigliano a un “accanimento teraupetico”. Anche la ricetta della flessibilità e l’impostazione di politica economica è quindi condivisa con palazzo Chigi.

Rapporto con i sindacati
Boccia parla quindi delle nuove regole contrattuali da definire con Cgil, Cisl e Uil. “Avevamo chiesto ai sindacati di riscrivere insieme le regole della contrattazione collettiva. Vi erano tutte le condizioni per farlo e favorire così  un processo di decentramento della contrattazione, moderno e ordinato, come sta accadendo in Europa. A malincuore – prosegue – abbiamo accettato la decisione delle organizzazioni sindacali di arrestare questo processo per dare precedenza ai rinnovi dei contratti collettivi nazionali nel quadro delle vecchie regole, lasciando così ai singoli settori il gravoso compito di provare a inserire elementi di innovazione. Adesso non si può interferire con i rinnovi aperti. Quando riprenderemo il confronto, avremo come bussola lo scambio salario-produttività e sarebbe opportuno che le nuove regole fossero scritte dalle parti sociali e non dal legislatore”

Il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda (S) e il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia all'auditorium Parco della Musica durante l'assemblea generale di Confindustria, Roma, 26 maggio 2016. ANSA/GIUSEPPE LAMI

 

L’annuncio del neo ministro Calenda
Durante l’assemblea di Confindustria è intervenuto anche il neo ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda. Nel suo primo discorso pubblico, il titolare di via Veneto annuncia “entro settembre un vero e proprio piano strategico e operativo del nuovo Ministero dello sviluppo economico. In questi mesi, processi, organizzazione e persone occuperanno – assicura – una parte rilevante del mio tempo. Nel Mise ci sono funzioni che non hanno più ragione d’essere mentre molto spesso attività chiave sono prive di risorse. Questo lavoro darà come risultato anche una profonda spending review e per non farmi mancare momenti movimentati ho chiesto a Enrico Bondi di aiutarmi come consulente a titolo gratuito”.

Calenda poi verificherà “ogni singolo incentivo” il che “per voi è normale farlo nelle vostre aziende. Per il ministero è una rivoluzione”.

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