Il debutto in classe della Buona Scuola: dieci cose da sapere

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Dallo school bonus alla valutazione dei Prof fino al curriculum dello studente. Ecco cosa sapere prima di entrare in classe

Il suono della campanella non sarà solo l’inizio di un’avventura per 9 milioni di studenti, quest’anno ad essere sotto esame c’è anche la legge 107 della Buona Scuola che dopo l’approvazione del 9 luglio 2015, con 277 voti favorevoli, 173 contrari debutterà nelle classi. Sono state davvero tante le novità introdotte: alcune hanno fatto discutere, altre hanno entusiasmato studenti e docenti.

Ma ora scatta, come si dice, il momento verità: le norme pensate, condivise, a volte osteggiate, ma che alla fine sono diventato legge, verranno giudicate sul campo grazie ai risultati che porteranno a partire da quest’anno scolastico.

Ecco allora dieci novità da conoscere:

  1. Assunzioni. La novità più eclatante riguarda le assunzione (a scaglioni) di 100mila nuovi professori che verranno smistati tra i posti comuni, in parte saranno assegnati al sostegno, e in parte al potenziamento dell’offerta formativa. Intanto entro i 15 settembre saranno immessi in ruolo circa 30 mila docenti. Metà di questi sono vincitori del concorsone da 63 mila posti. Molte nomine stanno rischiano di slittare. La registrazione dei disagi derivano spesso dalle difficoltà per l’avvio delle procedure, dai tempi contingentati e dai boicottaggi messi in atto.
  2. Alternanza scuola e lavoro. E’ uno dei punti forti della riforma. Renzi un anno fa citava l’alternanza scuola-lavoro come “la questione più urgente da affrontare”. Ogni studente del triennio dell’istruzione superiore sarà chiamato a svolgere stage nel mondo del lavoro che potranno essere fatti anche all’estero e perfino durante le vacanze: 400 ore negli istituti tecnici e professionali, 200 nei licei. Il tema è abbattere il 44% di disoccupazione giovanile aumentando così le possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro una volta terminata la scuola. Un progetto a lungo termine che prevede lo stanziamento di 100 milioni l’anno. Union Camere istituirà un registro per le aziende che accoglieranno gli studenti.
  3. Il Curriculum dello studente. Ogni studente del triennio dell’istruzione superiore potrà personalizzare il proprio curriculum seguendo materie opzionali (con ore aggiuntive o sfruttando la quota della flessibilità oraria prevista dall’autonomia). Il “curriculum dello studente” raccoglierà tutti i dati utili, anche ai fini dell’orientamento e dell’accesso al mondo del lavoro, relativi al percorso degli studi, alle competenze acquisite, alle eventuali scelte degli insegnamenti opzionali, alle esperienze formative anche in alternanza scuola-lavoro e alle attività culturali, artistiche, di pratiche musicali, sportive e di volontariato, svolte in ambito extrascolastico.
  4. Laboratori. Sono in arrivo anche laboratori territoriali per l’occupabilità, spazi contro la dispersione scolastica gestiti da scuola e aziende creati apposta per l’alternanza. L’intento è quello di avvicinare i ragazzi al mondo del lavoro creando professionalità specifiche. Il finanziamento del Miur è di 45 milioni di euro. Dovrebbero essere operativi da dicembre. Inoltre le vacanze estive non svuoteranno più gli istituti: enti e onlus del terzo settore potranno trasferire nelle aule attività ricreative, culturali e di servizio. Va da sé che saranno responsabili della loro sicurezza.
  5. Edilizia scolastica. Il crollo della scuola di Amatrice ha dimostrato l’urgenza della revisione degli istutiti scolastici italiani. Dovrebbe entrare la pieno regime l’anagrafe dell’edilizia scolastica. Di settemila scuola sono state fatte le ispezioni dei solai, sono stati stanziati 40 milioni per l’adeguamento antisismico. Nelle zone terremotate sono stati stanziati 3 milioni di euro per l’avvio dell’anno scolastico.
  6. Il Preside. Chi vedrà rivoluzionato il proprio ruolo sarà il preside, da più parti definito “il preside-sceriffo” sarà colui che dovrà garantire un’efficace ed efficiente gestione della scuola. Oltre a dare le valutazioni” agli insegnanti, contribuirà – insieme agli organi collegiali – ad individuare percorsi formativi e iniziative per l’orientamento e la valorizzazione delle eccellenze; e nominerà fino al 10% di insegnanti come suoi collaboratori, ridurrà le classi troppe numerose e assegnerà le supplenze fino a 10 giorni. Il tutto non senza essere valutato a sua volta: ogni tre anni il suo operato verrà messo sotto esame.
  7. Il voto ai Prof. Fra i punti più contestati della riforma c’è la valutazione per gli insegnanti all’interno della più ampia valutazione degli interi istituti che hanno pubblicato rapporti di autovalutazione con gli obiettivi di miglioramento in tre anni. La pagella è anche per i presidi, valutati da esperti del ministero, e a questa sarà legato l’eventuale compenso aggiuntivo.
  8. Nuova offerta formativa. La tanto discussa “Nuova offerta formativa”, nelle slide del Governo è descritta così: “vengono potenziate Arte, Musica, Lingue, Discipline motorie, Diritto, Economia, competenze digitali, educazione alla cittadinanza”. Insomma, nelle aule entrerà l’universo mondo che fino ad oggi è stato il grande assente. Dei prof preposti a colmarlo – il cosiddetto “organico funzionale” – si è discusso altrettanto ma una vera codificazione non c’è stata.
  9. I Bonus. Per i diciottenni arrivano 500 euro da spendere esclusivamente in cultura che sia cinema o libri. Per i docenti il Miur ha stanziato 200 milioni da dare a quelli giudicati meritevoli. La valutazione la fa un comitato formato da preside, tre docenti e due genitori e un componente esterno individuato dall’Ufficio scolastico regionale. Anche le scuole potranno usufruire di un bonus. In cambio di agevolazioni fiscali, chiunque potrà donare fino a 100mila eurol’anno alle scuole, chi manda i figli nelle paritarie potrà avere detrazioni fino a 400 euro l’anno.
  10. Italiano come seconda lingua. Per la prima volta nell’ultimo concorso è stata istituita una cattedra per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri. Sono più di 800mila i ragazzi che sono a scuola, ma non hanno la cittadinanza italiana. Le scuole hanno un nuovo vademecum per l’integrazione e un milione di euro per progetti sulla lingua.

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