Il ddl Cirinnà oggi in aula: tutto quello che c’è da sapere su tempi e incognite

Unioni civili
Alcune migliaia di persone hanno manifestato, anche a Bologna, in piazza del Nettuno, per chiedere al Senato di approvare il ddl Cirinnà sulle unioni civili, 23 gennaio 2016. I manifestanti che hanno risposto all'appello dello storico circolo Arcigay il Cassero di Bologna e delle altre associazioni promotrici, alle 16 in punto hanno fatto suonare le loro sveglie, con l'intento di 'svegliare' il parlamento sul tema.
ANSA/GIORGIO BENVENUTI

Si inizia con il voto sulle pregiudiziali e poi la discussione generale. La settimana prossima gli emendamenti e, forse, il voto finale

Dopo un lungo lavoro in commissione, fiumi di dichiarazioni, assemblee all’interno dei gruppi in Senato e due manifestazioni di segno opposto, ecco che il ddl Cirinnà entra finalmente nel vivo.

Primo appuntamento oggi nel pomeriggio con il voto delle pregiudiziali. Poi, nei giorni successivi, si terrà la discussione generale sul testo. Sarà una dibattito complesso, viste le posizioni distanti da parte di molti senatori appartenenti a diversi partiti politici, e particolarmente lungo: anche per dar modo, dietro le quinte, ai partiti della maggioranza e non solo, di esaminate tutte le possibilità per portare il testo in porto.

La settimana successiva, dal 9 febbraio, si voteranno gli emendamenti che al momento sono 6104. La Lega ha però annunciato il ritiro di una parte dei 5000 emendamenti presentati dal suo gruppo in Senato.

La durata dei lavori a Palazzo Madama e la data del voto finale sulle unioni civili dipenderà quindi molto dal Carroccio e dal numero di emendamenti ritirati. C’è chi ipotizza il voto finale per l’11, se però verranno ritirati molti emendamenti: altrimenti la conclusione slitterà alla settimana successiva.

La partita degli emendamenti sarà inoltre molto importante per la tenuta del testo e delle alleanze anche in vista del voto finale. La maggioranza dei senatori dem, così come tutto il partito, ha ribadito che non vuole ulteriormente modificare al ribasso la legge. Sulla stessa linea anche Sel e M5S che hanno annunciato il loro voto favorevole a meno che non ci saranno stravolgimenti al testo.

Tra gli emendamenti che potrebbero essere presi in considerazione c’è quello presentato dai dem Andrea Marcucci e Giorgio Pagliari che prevede l’aggiunta all’articolo 5 dell’affido biennale preadottivo. L’emendamento prevede due anni di pre affido a cui seguirebbe, dopo il via libera del Tribunale, all’adozione. Quello potrebbe essere un modo per far incontrare una volta per tutte le anime cattoliche e laiche del Pd senza modificare la legge nella sua sostanza.

Rimane ancora l’incognita degli eventuali voti segreti. La richiesta potrebbe arrivare per l’articolo 5, quello che riguarda la stepchild adoption, da una parte del centrodestra come la Lega, i transfughi del Ncd guidati da Quagliariello, Gal e qualche senatore di Ap. Il Pd, che la scorsa settimana durante la riunione del gruppo ha votato all’unanimità l’impianto del ddl, non ha intenzione di chiedere il voto segreto (“Non siamo interessati, siamo trasparenti”, ha dichiarato il capogruppo dem in Senato Luigi Zanda), anche se se lo aspetta proprio sull’articolo 5.

L’approvazione del ddl Cirinnà non è scontata, ma nemmeno impossibile. Sarà fondamentale il lavoro del gruppo pd a Palazzo Madama, le riunioni, gli incontri di questi ultimi giorni, ma anche le decisioni della presidenza sul numero di voti segreti accolti che potrebbero compromettere degli equilibri importanti.

Sulla carta, una maggioranza Pd-M5S-Sel è in grado di far passare la legge. Ma le incognite sono tante. Innanzitutto, bisognerà verificare la compattezza del Pd, dove è presente un’area non piccola di contrari su alcuni punti fondamentali della legge. Poi sarà determinante la coerenza dei grillini. E non si esclude neppure la possibilità che nelle votazioni più a rischio possano arrivare sostegni da altre parti dell’Aula, dai centristi ai verdiniani.

Insomma, sarà una battaglia parlamentare certamente non priva di asprezze e, forse, di sorprese. Ma sono in tanti a sperare che questa sarà la volta buona anche per una legge che finalmente regolerà diritti e doveri delle coppie di fatto.

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