Il ddl Boschi passa alla Camera, ora l’obiettivo è il referendum

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Quarto passaggio con 397 sì. Subito di nuovo al Senato, ad aprile voto finale a Montecitorio. E in autunno la consultazione

A metà pomeriggio, al termine di una seduta senza scossoni né sorprese, il ddl Boschi sulle riforme costituzionali passa a Montecitorio con 397 sì e 194 no, più 5 astenuti. Votano a favore Pd, Ncd, Scelta Civica, Svp, i verdiniani di Ala; contro M5S, Forza Italia, Lega, Sinistra Italiana-Sel, fittiani. Tra una decina di giorni il testo che sancisce la fine del bicameralismo paritario e l’addio al senato come lo conosciamo torna all’esame del Senato per la penultima lettura (che richiede la maggioranza qualificata e non più semplice). Ma le opposizioni non puntano su quel passaggio, bensì affilano le armi in vista del referendum confermativo. Anche Matteo Renzi guarda a quell’obiettivo: «Quarto voto sulle riforme costituzionali, maggioranza schiacciante in attesa di conoscere il voto dei cittadini in autunno. Stiamo dimostrando che nienete è impossibile». Più cauto il ministro delle Riforme: «Soddisfatti, ora ci prepariamo per Palazzo Madama».

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