Il crollo di Atene

Grecia
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Crollo prevedibile e previsto della Borsa dopo cinque settimane di chiusura forzata. Titoli bancari sospesi per eccesso di ribasso

Una caduta a piombo. Non può essere descritta se non in altro modo la giornata di riapertura della Borsa di Atene dopo cinque settimane consecutive a chiusura forzata. A fine seduta, l’indice generale ha lasciato sul terreno un pesantissimo meno 16,23 per cento, che segna il nuovo primato negativo per il mercato ellenico in una singola sessione. Un crollo prevedibile e previsto, vista la pressione che il protrarsi dello stop imposto aveva fatto accumulare sulle vendite. E il dato di fine giornata potrebbe sembrare quasi rassicurante dopo che alle prime battute l’indice era arrivato il meno 23 per cento.

Va rilevato che diversi titoli siano rimasti sospesi dalle contrattazioni per eccesso di ribasso, tra cui la Banca del Pireo, la Banca Nazionale di Grecia e la Banca Attika: tutti con cali che hanno toccato il 30 per cento. Per questo, come del resto riconosciuto dalle stesse autorità elleniche, il bilancio definitivo richiederà qualche seduta. Secondo Constantine Botopoulos, numero uno dell’autorità di vigilanza “bisogna aspettare la fine della settimane per una valutazione a freddo”.

Nel frattempo le maggiori Borse europee hanno mantenuto una dinamica moderatamente positiva vista fin dagli scambi mattutini. A Milano il Ftse-Mib ha chiuso al più 0,75 per cento, come anche il Cac40 a Parigi, Francoforte ha invece registrato un più 1,19 per cento. In controtendenza Londra con un meno 0,11 per cento. Poco mosso l’euro a 1,0960 dollari.

Incorporando il calo di oggi, sull’insieme degli ultimi 12 mesi la borsa greca ha accumulato una flessione del 41,70 per cento, risultando uno dei mercati peggiori a livello planetario. La Borsa di Atene è stata sottoposta a chiusura forzata fin dal 29 giugno scorso, l’ultima seduta in attività era stata quella del 26 giugno, dopo la passata rottura delle trattative tra i greci e i creditori con la decisione di tenere un referendum sulle proposte di aiuti Ue.

Ora però la Grecia è apparentemente incanalata su una possibile via di uscita dalla crisi. A seguito di una serie di riforme poi accettate e varate dal governo, sono iniziati i negoziati per un nuovo piano di aiuti che deve garantire le necessità del paese per i prossimi 3 anni, con un ammontare che potrebbe raggiungere 86 miliardi di euro.

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